L’esposizione alla polvere di silice può portare a malattie reumatiche

Se si è esposti alla polvere di silice (quarzo) sul lavoro – per esempio lavorando con cemento e granito – si ha un rischio maggiore di alcuni tipi di malattie reumatiche. È quanto dimostrato dai risultati di un recente studio condotto su oltre 3 milioni di lavoratori danesi.


L’esposizione alla polvere di silice sul lavoro, che avviene in particolare nei settori dell’edilizia e dell’industria, può infatti portare a malattie reumatiche autoimmuni anche a bassi livelli di esposizione.


La polvere di silice si forma quando la selce, l’arenaria, il granito e il cemento vengono macinati o lavorati in altri modi. Una parte della polvere consiste in piccole particelle che – quando vengono inalate – sono trasportate nei polmoni, dove si accumulano causando una reazione infiammatoria e attivando il sistema immunitario.


I ricercatori hanno esaminato l’associazione tra l’esposizione alla polvere di silice e le malattie reumatiche come sclerosi sistemica, artrite reumatoide, lupus eritematoso e vasculite dei piccoli vasi. Hanno trovato che il rischio di malattie reumatiche autoimmuni aumentava con l’aumentare dei livelli di esposizione alla polvere di silice. Il rischio per le persone con la più alta esposizione era una volta e mezza maggiore rispetto alle persone non esposte.


L’indagine ha compreso 1.541.505 uomini e 1.470.769 donne della forza lavoro danese dal 1979 al 2015. Circa 17.000 hanno ricevuto una diagnosi per una di queste malattie autoimmuni. Di questi, 1.490 sono stati esposti a polvere di silice sul lavoro.


Lo studio mostra una chiara associazione tra il livello di esposizione alla polvere di silice sul lavoro e le malattie reumatiche autoimmuni, in particolare per la sclerosi sistemica e l’artrite reumatoide.


In Europa, il limite di esposizione professionale per la polvere di silice è il doppio di quello degli Stati Uniti.


Il prossimo passo sarà esaminare se l’esposizione alla polvere di silice porta a un aumento dei livelli di anticorpi specifici per le malattie reumatiche autoimmuni.


Fonte: International Journal of Epidemiology

IT-NON-04502-W-04/2023