L’inconscio può apprendere

Gli esseri umani sono creature coscienti, che percepiscono la realtà che li circonda con consapevolezza. Sappiamo però che buona parte dell’attività cerebrale è inconscia e non è ancora chiaro se e quanto le persone riescano a sfruttare queste “informazioni nascoste” del cervello e se ci sia un modo per allenarsi ad attingere ad esse.

Per esplorare la capacità di prendere decisioni sulla base di informazioni inconsce, un gruppo internazionale di ricercatori ha condotto un piccolo studio su 18 persone e ha misurato la loro attività cerebrale inconscia. I risultati sono stati pubblicati dalla rivista Nature Communications.

Gli scienziati hanno usato la risonanza magnetica funzionale per monitorare e rilevare il verificarsi di specifici modelli complessi di attività, che sono stati poi utilizzati per determinare la risposta ottimale a una semplice selezione di azioni.
Nel corso delle tre sessioni di apprendimento, i partecipanti ricevevano una piccola ricompensa monetaria nel momento in cui selezionavano l’opzione corretta, determinata in base alla loro attività cerebrale inconscia. Un sistema che ha permesso di valutare la capacità di usare delle informazioni interne, inconsce.

L’esperimento ha dimostrato che i partecipanti possono imparare a utilizzare i contenuti inconsci per prendere decisioni redditizie. “È sorprendente, i partecipanti hanno imparato a compiere scelte razionali basate sulla propria attività cerebrale inconscia attraverso una procedura di apprendimento molto semplice, che funziona per tentativi ed errori”, ha osservato Aurelio Cortese, primo autore dello studio.

Gli autori riportano inoltre che nel momento in cui i soggetti erano maggiormente fiduciosi delle loro scelte, pur non essendo consapevoli dell’apprendimento, avevano maggiori probabilità di dare la risposta giusta. Risultati che lasciano intravedere quanto possa essere importante il potere della mente non conscia ma anche il senso di fiducia nella vita quotidiana. “Questo studio è unico nel suo genere in quanto mostra, per la prima volta, la profondità della capacità del cervello umano di riconfigurare e apprendere in condizioni che avremmo ritenuto impossibili fino a poco tempo fa”, ha commentato Hakwan Lau, co-autore dello studio.“Una delle domande più impegnative che pongono le moderne neuroscienze e l’uso dell’intelligenza artificiale è: come può la mente risolvere la ‘maledizione della dimensionalità’? Ci sono miliardi di neuroni nel cervello e gran parte dell’attività cerebrale è complessa e non cosciente.

Quindi, come si possono prendere le decisioni migliori se il tempo e l’esperienza sono così limitati?”, ha commentato Mitsuo Kawato, direttore dei laboratori di neuroscienza computazionale dell’ATR di Kyoto e autore senior dello studio. “Con questa ricerca forniamo una prima indicazione rispetto a questi interrogativi”.

Fonte: Nature Communications