Linfomi cutanei a cellule T: scoperta nuova proteina coinvolta nello sviluppo della malattia

I linfomi cutanei a cellule T (CTCL) sono un gruppo di linfomi non Hodgkin che si sviluppano dalle cellule T e colpiscono principalmente la pelle provocando lesioni dolorose. Non è chiaro come si sviluppi il CTCL e sfortunatamente ci sono opzioni di trattamento limitate e nessuna cura.

Un team di immunologi ed ematologi del Moffitt Cancer Center ha scoperto che lo sviluppo del tumore è favorito da una ridotta espressione della proteina SATB1 e che i farmaci che causano la riespressione di SATB1 potrebbero diventare potenziali opzioni di trattamento. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista The Journal of Clinical Investigation.

La proteina SATB1 svolge un ruolo importante nella morte, proliferazione e invasione delle cellule ed è coinvolta nei processi che controllano la differenziazione delle cellule T. Per capire come SATB1 contribuisce al CTCL, i ricercatori di Moffitt hanno creato un modello murino in cui la proteina SATB1 era assente e NOTCH1 (coinvolto nello sviluppo di CTCL), sovraespresso. Questi topi erano caratterizzati da un ingrossamento di milza, fegato e linfonodi e un alta concentrazione di cellule T. Quando i ricercatori hanno esaminato la pelle dei topi a cui mancava SATB1, hanno scoperto caratteristiche simili a quelle della CTCL.

Hanno poi osservato che le cellule T dei pazienti con sindrome di Sézary (un tipo di CTLT) hanno livelli significativamente più bassi di SATB1 rispetto alle cellule dei soggetti sani.

Gli scienziati hanno infine scoperto che ciò era dovuto alla mediazione degli stoni in corrispondenza del gene SATB1 e che l’uso, sulle cellule, di farmaci che inibiscono questa metilazione, ripristina l’espressione della proteina.

Queste osservazioni suggeriscono che i farmaci che prendono di mira questi processi di metilazione possono essere opzioni praticabili per il trattamento dei pazienti affetti da CTCL. I ricercatori sperano che i loro studi preclinici alla fine porteranno a studi clinici sugli inibitori della metilazione nei pazienti con CTCL. “I nostri risultati offrono una nuova visione della fisiopatologia del CTCL” commenta Carly Harro, primo autore dello studio.

Fonte: The Journal of Clinical Investigation

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