Lo stato socio-economico influenza il trattamento e il controllo dell’ipertensione

Secondo uno studio pubblicato su BMC Public Health, e portato avanti in Iran dal gruppo di lavoro di Mahin Amini, della Kermanshah University of Medical Sciences, il divario tra diagnosi (prevalenza) e controllo (trattamento e controllo) dell’ipertensione deve essere considerato con maggiore impegno dai responsabili delle politiche di salute pubblica, in quanto indice di disparità nel trattamento.

“La pressione sanguigna elevata è associata a malattie cardiovascolari, ictus e malattie renali croniche. In questo studio, abbiamo esaminato la disuguaglianza socio-economica e i fattori di prevalenza, consapevolezza, trattamento e controllo (ATC) dell’ipertensione in Iran in riferimento proprio allo stato socio-economico” affermano gli autori.

I ricercatori hanno analizzato un campione di 162.842 adulti di almeno 35 anni di età. La prevalenza di ipertensione nella popolazione totale era del 22,3% negli uomini e del 18,8% nelle donne. La percentuale di trattamento di sensibilizzazione e controllo tra gli individui con ipertensione era pari al 77,5% in generale, all’82,2% negli uomini e al 75,9% nelle donne. Due fattori, l’età (58,46%) e la ricchezza (32,40%), hanno contribuito maggiormente alla disuguaglianza socioeconomica nella prevalenza dell’ipertensione. La prevalenza di ipertensione era infatti più alta tra gli individui con basso stato socio-economico. Tuttavia, il trattamento e il controllo dell’ipertensione erano più concentrati tra coloro che avevano livelli più alti di stato socio-economico, indicando che le persone a più alto rischio di eventi avversi correlati all’ipertensione, ovvero gli individui di basso stato socio-economico, non stanno beneficiando dei vantaggi derivanti dal trattamento e dal controllo dell’ipertensione.

Fonte: BMC Public Health. 2022 Jul 22;22(1):1401. doi: 10.1186/s12889-022-13444-x.

https://bmcpublichealth.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12889-022-13444-x

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