Lo studio CRIC sui livelli di acido desossicolico nella malattia renale

Recenti studi hanno chiaramente dimostrato come alti livelli di acido desossicolico (DCA) siano associati a esiti avversi e possano ampiamente contribuire alla calcificazione vascolare nei pazienti affetti da malattia renale cronica (CKD).
Con questa ricerca si è voluto valutare se gli alti livelli di DCA fossero associati a maggiori rischi di malattie cardiovascolari, progressione della CKD e morte nei pazienti con malattia renale cronica.


Sono stati quindi inclusi 3.147 pazienti all’interno dello studio CRIC (Coorte dell’Insufficienza Renale Cronica) e ne è stato valutato il livello di DCA a digiuno. Poi, attraverso la regressione di Tobit sono stati valutati i predittori dei livelli di DCA e con la regressione si è esaminata l’associazione tra i livelli di DCA a digiuno e gli esiti clinici.


L’aumento dell’età e il non uso di statine sono stati i predittori individuati, mentre i livelli di DCA al di sopra della mediana sono stati associati indipendentemente a rischi più elevati di ESKD e mortalità per tutte le cause. Inoltre, i livelli di DCA superiori alla mediana non sono stati associati ad eventi aterosclerotici e di insufficienza cardiaca, e livelli di DCA inferiori alla mediana non erano associati agli esiti clinici.


Quindi, nel set di partecipanti con CKD di stadio 2-4, i livelli di DCA al di sopra della mediana hanno evidenziato una correlazione indipendente da ESKD e dai tassi di mortalità. Tuttavia, lo studio non ha reso possibile la valutazione di DCA longitudinalmente né in campioni urinari o fecali né in altri acidi biliari, lasciando aperte le possibilità a nuovi studi di approfondimento.


Fonte: Kidney Medicine