Malattia di Alzheimer e microbi: vale la pena indagare?

La malattia di Alzheimer (AD) rappresenta una delle forme di demenza più diffuse e importanti a livello globale. Caratterizzato da depositi di proteina beta amiloide nelle cellule nervose sotto forma di placche e grovigli, l’AD è però tuttora oggetto di investigazione scientifica e di notevoli investimenti per quanto riguarda il meccanismo patogenetico molecolare che non è stato ancora del tutto definito con precisione.

Tra le ipotesi prese in considerazione dagli esperti, il possibile ruolo dei microrganismi patogeni nell’evoluzione della malattia è stato più volte evocato e valutato in trial che hanno fornito, in diverse occasioni, risultati che sembrano convergere verso un possibile legame tra l’AD e i microbi. Mancano però solide prove scientifiche in questo senso.

Per questo motivo, un team di ricercatori ha deciso di svolgere una revisione bibliografica mirata utilizzando informazioni ottenute da diversi database: Ovid MEDLINE, Pubmed, Embase e ScienceDirect. L’obiettivo era quello di valutare la possibile associazione tra malattie infettive e patologie neurologiche con specifico riferimento al morbo di Alzheimer.

Gli esperti hanno concluso che, nonostante non ci sia la conferma scientifica del sospetto che microrganismi patogeni possano determinare la comparsa di AD, gli elementi raccolti suggeriscono che sarebbe auspicabile condurre studi approfonditi in questa direzione, che appare promettente, per acquisire maggiori conoscenze relative ai meccanismi patogenetici molecolari della malattia di Alzheimer.

 Fonte: Brain Behavdoi

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/brb3.2728

IT-NON-07639-W-09/2024