Malattia metabolica e instabilità del microbioma intestinale

Un nuovo studio ha osservato un legame tra la presenza di malattie metaboliche come steatosi epatica e diabete e una maggiore instabilità del microbioma intestinale dei soggetti che ne sono affetti.

(Reuters Health) – Secondo una nuova ricerca, il microbioma intestinale appare essere ampiamente stabile nel tempo nella maggior parte delle persone, ma malattie metaboliche come steatosi epatica e diabete si associano a una maggiore instabilità microbica.

“L’instabilità microbica è caratterizzata da maggiori alterazioni del microbioma intestinale nel tempo ed è accompagnata da un aumento nel numero di batteri patogeni facoltativi come l’Escherichia”, dice Fabian Frost, della University Medicine Greifswald, autore dello studio, “Sorprendentemente, i soggetti sani al basale ma che avevano sviluppato steatosi epatica (e in misura minore diabete mellito) al follow-up hanno mostrato significative alterazioni del microbiota intestinale al basale prima che si presentasse la malattia”.

Per indagare l’importanza di cambiamenti a lungo termine nel microbioma, i ricercatori hanno confrontato i profili del microbiota intestinale sulla base del sequenziamento genico del 16S rRNA in 2.564 campioni fecali appaiati provenienti da 1.282 individui che avevano partecipato allo Study of Health in Pomerania. I campioni sono stati raccolti in due momenti a distanza di cinque anni.

Nel complesso, il microbioma è rimasto stabile ed è stato dominato da Bacteroides, Prevotella e Faecalibacterium. Ciò è stato confermato in un’analisi sulla beta diversità, che indica come le comunità di microbiota o i campioni differiscono l’uno dall’altro.

Tuttavia, in alcuni soggetti sono state rilevate modifiche che hanno suggerito specifici cambiamenti nel microbiota. La presenza di steatosi epatica o diabete e il livello di emoglobina A1c si associavano a significative variazioni nel microbioma fecale. Tale instabilità, a sua volta, era legata a un aumento dei patogeni facoltativi come Enterobacteriaceae, Escherichia/Shigella e Citrobacter.

Fonte: Gut

IT-NON-03357-W-11/2022