Malattie rare: Iss, ‘testo unico punto partenza per cure eque e più ricerca’

‘Fondo solidarietà largamente insufficiente ma segnale di attenzione’

L’approvazione al Senato del testo unico sulle malattie rare, che diventa legge, è il “punto di partenza per garantire l’equità delle cure e il sostegno alla ricerca”. Lo sottolinea l’Istituto superiore di sanità, che ha diffuso via social il commento di Domenica Taruscio, direttore del Centro nazionale malattie rare (Cnmr).


“Il lavoro di squadra, ovvero la collaborazione fattiva e costante interistituzionale, con il contributo fondamentale di Uniamo e di tutte le associazioni dei pazienti – afferma Taruscio – ha dato i suoi frutti che si concretizzano oggi in uno strumento istituzionale in grado di raggiungere quegli obiettivi che i numerosi pazienti rari in Italia (e le loro famiglie) aspettavano da tempo: rendere uniforme la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento delle malattie rare su tutto il territorio nazionale, promuovendo l’equità dei percorsi di cura in tutte le regioni; favorire l’avanzamento della ricerca nel campo delle malattie rare, incentivando anche la produzione e ricerca dei cosiddetti farmaci orfani; preservare e divulgare le buone pratiche e tutti quei percorsi messi a punto negli ultimi anni”.


Il testo – riassume l’Iss – prevede l’attuazione del Piano diagnostico terapeutico assistenziale personalizzato; garantisce un percorso strutturato della transizione dall’età pediatrica all’età adulta; prevede che i farmaci, una volta approvati dall’Agenzia italiana del farmaco Aifa, siano resi immediatamente disponibili da tutte le Regioni. Viene inoltre istituito un Fondo di solidarietà finalizzato a favorire l’inclusione sociale dei pazienti, ovvero l’istruzione e l’inserimento lavorativo e sociale degli stessi. “Il Fondo, come spesso sottolineato – si legge in una nota – è largamente insufficiente per i bisogni, ma è un segnale di attenzione”.


Ancora – prosegue l’Iss – vengono incrementati i finanziamenti per la ricerca (progetti pubblici e privati), viene confermato e rafforzato il Centro nazionale malattie rare (Cnmr) all’interno dell’Istituto superiore di sanità con le proprie competenze, e viene istituito un Comitato nazionale composto da rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, associazioni dei pazienti, enti di ricerca e società scientifiche, atto a tracciare linee e strategie di intervento.


In particolare, l’articolo 7 e l’articolo 10 del decreto-legge definiscono bene le funzioni del Cnmr dell’Iss, sede del Registro nazionale delle malattie rare. L’art. 7 prevede che il Centro svolga attività di ricerca, consulenza e documentazione sulle malattie rare e i farmaci orfani. L’art. 10 prevede che le Regioni assicurino, attraverso i Centri regionali e interregionali di coordinamento, il flusso informativo delle reti per le malattie rare al Cnmr, al fine di promuovere nuove conoscenze scientifiche, effettuare un monitoraggio epidemiologico delle malattie rare, valutare la qualità complessiva della presa in carico dei pazienti e orientare così la programmazione nazionale in tema di malattie rare.

Fonte: Adnkronos Salute

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