Mandelli (Fofi) al convegno Fimmg: “Assurdo che molti farmaci non possano essere prescritti dai mmg e distribuiti in farmacia”. E sul Pnrr: “Anche in tema di salute si parli di investimenti che rendano”

Potenziare il territorio dando la possibilità ai medici di medicina generale di prescrivere farmaci ospedalieri che non richiedano un monitoraggio attivo e ai farmacisti la facoltà di dispensarli. E poi critiche al modello di case della comunità inquadrato nel DM 71, piuttosto che investire “a fari spenti in nuove strutture che non si sa dove andranno a finire si punti su quelle già esistono e che danno risposte”. Quanto al Pnrr, serve “il coraggio di parlare di rendita anche in sanità, perché quelle risorse non sono a fondo perduto”.

Così il presidente Fofi e vicepresidente della Camera, Andrea Mandelli, intervenendo al webinar “Gli antivirali orali e Covid-19, un esempio di potenziale ruolo del territorio”, organizzato dalla Fimmg.

“Dato per scontato che il vaccino è la prima fondamentale risorsa, nel momento in cui alcuni farmaci sono stati validati da Ema e Aifa e resi disponibili per combattere il Covid, abbiamo dovuto affrontare il tema della necessità di averli a disposizione sul territorio. In tal senso ho esercitato una forte pressione sul ministro Speranza che è stato da subito molto disponibile all’ascolto. Le mie richieste si muovevano da una ragione di fondo: quale migliore occasione per declinare nella realtà quel concetto di prossimità di cui tanto parliamo e sul quale tanto ragioniamo? Tutti insieme noi operatori sanitari avremo bisogno di un po’ meno burocrazia e un po’ più di professione, questa credo sia la prima battaglia comune che dovremmo portare avanti”, ha spiegato Mandelli. 

“Dovremmo poi sradicare un fenomeno che a mio parere non ha più senso, parlo della distribuzione ospedaliera di quei farmaci che non richiedono il controllo dell’ospedale. Quei farmaci che non necessitano di un monitoraggio attivo possono essere portati sul territorio, questa è una battaglia che potremmo fare in comune – ha aggiunto il presidente Fofi -. Se per farlo servono più momenti formativi, siamo più che disponibili a farli; se servono accordi con le Regioni, ci si sieda insieme al tavolo; quello che conta è che questa pandemia non scivoli via senza che si riesca a cambiare in nulla le nostri abitudini a complicare la vita a chi vuole innanzitutto svolgere la propria professione, che sia quella medica o di farmacista. La professione troppo spesso è messa da parte a causa di lacci e lacciuoli incomprensibili”.

Non sono mancate critiche all’impianto del DM 71. “Dobbiamo cercare di fare uno sforzo generale per risolvere insieme i problemi. Io avevo proposto fin da subito ai medici, prima ancora che arrivassero i vaccini, di trovare il modo di andare incontro ai cittadini. Abbiamo bisogno di una strategia sinergica che metta il cittadino al centro. Il contorno del DM 71 è chiaro, definisce compiti che sono anche un po’ già iscritti nella storia di altre paesi europei. Qui si parla di team, questa è la via maestra per affrontare il futuro. Ci basta? No. Vorremmo qualcosa di diverso? Sì. Però dobbiamo avere idee chiare. La politica trova infatti nelle divisioni il terreno più fertile per non affrontare i problemi. E allora noi dobbiamo far sì che il problema del medico non debba esser lasciato in carico ai soli medici, così come quelli del farmacista. Questi devono piuttosto diventare problemi da risolvere insieme al fine di offrire una migliore assistenza al cittadino. Questo deve essere il nostro principio ispiratore”. 

“Secondo voi – ha aggiunto Mandelli – una casa della comunità che deve dare risposte di salute a 50 mila persone può affrontare in maniera efficace il problema della cronicità? Secondo me no. E vedo ancora meno capacità di poter dare una risposta immediata al cittadino. Nel Paese dei Comuni è molto difficile ragionare su distanze che spesso sono molto più grandi di quel che si crede, con una mobilità che non è sempre semplice. Non tutti viviamo a Milano, Roma, Bologna, Catania o Bari. Nel momento in cui l’Italia deve ripartire dobbiamo ragionare per dare una risposta al paese che sia reale, non investire su strutture che non abbiamo ma su quelle già esistenti. Piuttosto vado a potenziare un qualcosa che già esiste e che so per certo che mi ha già dato risposta, non finanzio a fari spenti nuove strutture che non so dove andranno a finire”.

Quanto alla sfida del Pnrr per Mandelli, anche in tema di salute, “dobbiamo avere il coraggio di parlare di investimenti che rendano. Perché i soldi che ci presta l’Europa noi dobbiamo restituirli, non sono a fondo perduto. Se noi sbagliamo le quote ora, mio figlio mi prenderà col forcone. Abbiamo il dovere morale di offrire soluzioni efficaci e che rendano anche a livello economico. E si parla di rendita economica quando c’è appropriatezza, infrastrutture che evitano le lunghe degenze o quando ci sono cure tempestive che riducono le acuzie”.

“Noi come farmacisti siamo pronti a dare il nostro supporto sul tema della distribuzione con un’idea precisa: dobbiamo poter distribuire tutti i farmaci, non è possibile avere sul territorio medici di medicina generale che non possano prescrivere e farmacisti impossibilitati a dispensare medicinali. Pensare di distribuire farmaci in ospedale è un errore strategico oltre che un modo di calpestare l’articolo 32 della Costituzione”, conclude Mandelli.

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