Medicina: Bologna, dimesso neonato salvato da soffocamento al Sant’Orsola

Intervento con laser e microscopio per una cisti su corde vocali che ne impediva la respirazione

Oggi Lucio, un neonato di pochi giorni, sta bene. E’ stato dimesso dall’ospedale ed è finalmente andato a casa con la mamma Bann e il papà Dario. L’emergenza per lui era scattata a 4 giorni vita: pesava 2,5kg e una cisti sulle corde vocali gli impediva di respirare bene. È successo la notte di Capodanno al Sant’Orsola, quando è stato necessario operare in urgenza. La cisti aumentava di volume velocemente e l’intervento diventava necessario per scongiurare una situazione molto più grave.

Un intervento molto complesso, dove un errore anche millimetrico avrebbe compromesso le funzioni delle corde vocali e della faringe, causando problemi alla capacità futura del bambino di parlare e deglutire. Non c’erano margini di errore per nessuna manovra, a cominciare dall’intubazione, che l’equipe dell’Anestesia e rianimazione pediatrica del Sant’Orsola, con la supervisione del direttore Fabio Caramelli, ha eseguito guidata da un laringoscopio con telecamera, così da trovare la via anche in uno spazio quasi completamente occluso. Intubato, il piccolo Lucio ha potuto finalmente respirare. 

L’Anestesia pediatrica del Sant’Orsola è un centro di riferimento, con un apposito team specializzato pronto h24 7 giorni su 7, per le disostruzioni delle vie aeree e ha maturato grande esperienza nella gestione in emergenza di simili eventi.

Per rimuovere la cisti, il professor Livio Presutti, direttore Otorinolaringoiatria e Audiologia del Policlinico, uno dei massimi esperti internazionali di Chirurgia endoscopica dell’orecchio e della base cranica, ha operato con il laser così che la ferita potesse cauterizzare immediatamente, non ci fosse fuoriuscita di sangue e il decorso post operatorio fosse il più breve possibile. Guidato da un microscopio ha eseguito l’asportazione della cisti voluminosa dell’aditus laringeo di destra, tutto senza nessuna incisione esterna.

Nessuna funzione è stata compromessa, nessun segno sulla pelle e Lucio potrà crescere sano e senza problemi come se nulla fosse successo, sottolineano i medici. Un intervento possibile in pochi centri italiani. È infatti necessaria la compresenza di diverse specialità e tutte di alto livello, come la chirurgia pediatrica, anestesia pediatrica, l’otorino e soprattutto una casistica consolidata.

“Per intervenire efficacemente in casi complessi, ma soprattutto rari come questo – afferma Presutti – è necessario che i medici abbiano sviluppato esperienza e consuetudine a trattarli. Ciò può avvenire grazie alla concentrazione di queste patologie in centri avanzati di secondo livello, com’è il Sant’Orsola, innescando quel circolo virtuoso per cui i medici sono sempre più preparati e i pazienti curati sempre meglio”. 

“Questo caso – sostiene Caramelli – sottolinea l’importanza e il valore aggiunto, per agire con efficacia ed in sicurezza, non solo dell’esistenza di un team superspecialistico, medico ed infermieristico, di riferimento, ma anche di una strutturata rete di assistenza pediatrica, in grado di identificare, diagnosticare e centralizzare rapidamente i casi complessi”.

“L’intervento al Sant’Orsola la notte di San Silvestro – ricorda Raffaele Donini, assessore alla Salute della Regione Emilia-Romagna – conferma la professionalità della nostra sanità, in questo caso quella del professor Presutti, del dottor Fabio Caramelli e delle loro equipe. Sono eventi che danno fiducia e la loro forza sta nel fatto di non essere episodici. Solo negli ultimi giorni, altri episodi hanno riguardato bambini che hanno ritrovato la salute, e la serenità delle famiglie, grazie alla nostra sanità: mi riferisco al caso del bambino che stava soffocando, questa volta per un corpo estraneo, e che è stato salvato dai familiari guidati in videochiamata da Daniele Celin, un infermiere della Centrale operativa 118”. 

“E sempre un’operatrice del 118 di Bologna, Elisa Nava, in videochiamata, ha aiutato un papà a far nascere, in casa, il suo bimbo in un parto d’emergenza. Infine, -conclude Donini- la storia di Angelo, bimbo di 12 anni, pugliese, che aveva perso una gamba in un incidente, e che al Rizzoli non solo è stato operato, ma anche messo in condizioni di camminare subito, grazie ad una protesi realizzata ad hoc per lui dal professor Cesare Faldini. Tutti esempi di una grande storia, quella della nostra sanità, fatta dalle persone per le persone”.

Fonte: Adnkronos Salute

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