Misure della funzione renale per calcolare il rischio cardiovascolare

Uno studio cinese, pubblicato dal Journal of American Society of Nephrology (JASN) indica che una valutazione delle condizioni dei reni dei pazienti possa fornire informazioni sul loro rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.
Per calcolare il rischio a 10 anni di un individuo di avere un problema cardiovascolare, come un infarto o un ictus, i medici usano spesso il punteggio di rischio della malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD), che si basa sull’età, sul sesso, sull’etnia, sul colesterolo, sulla pressione sanguigna, sull’uso di farmaci per abbassare la pressione sanguigna, sulla presenza di diabete e l’abitudine al fumo. Gli esperti hanno notato che devono essere considerati anche fattori di rischio aggiuntivi (non tradizionali) quando si decide se i pazienti debbano assumere farmaci preventivi come le statine.


Per valutare se le misure della funzione renale possano essere utili in questo calcolo del rischio cardiovascolare, un team guidato da Guang Ning e Weiqing Wang (Shanghai Jiaotong University School of Medicine) ha esaminato i dati del China Cardiometabolic Disease and Cancer Cohort, un ampio studio prospettico multicentrico a livello nazionale su residenti cinesi di età pari o superiore a 40 anni. Il team ha scoperto che l’aggiunta del rapporto albumina urinaria/creatinina e la velocità di filtrazione glomerulare stimata migliora le stime del rischio di malattie cardiovascolari future in aggiunta al punteggio di rischio ASCVD calcolato sulla base dei fattori di rischio tradizionali.


“Per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari, è importante una valutazione completa che utilizzi fattori di rischio sia tradizionali che non tradizionali”, commenta Wang. “La valutazione utilizzando fattori di rischio tradizionali come glucosio, pressione sanguigna e lipidi potrebbe permettere di operare una prima stratificazione del rischio, e un’ulteriore valutazione utilizzando fattori di rischio non tradizionali legati alla salute dei reni potrebbe affinare in modo significativo la stratificazione e prevedere il rischio in modo più accurato”.


Fonte: JASN March 2021

IT-NON-04253-W-03/2023