Modificare l’assistenza sanitaria per ridurre l’incidenza dell’Hiv tra le donne trans

Si stima che negli Stati Uniti vi sia un milione di adulti transgender e che il 14% delle donne transgender conviva con l’Hiv. I risultati di un sondaggio del 2011 sulle persone transgender negli Stati Uniti hanno rivelato che il 28% degli intervistati ha rimandato la ricerca di cure mediche a causa di precedenti esperienze di discriminazione.


Ora uno studio sta cercando di combinare i servizi di prevenzione dell’Hiv con l’accesso alla terapia ormonale per l’affermazione del genere per cercare di ridurre la percentuale sproporzionata di donne transgender che sono positive all’Hiv.


L’assistenza per l’affermazione del genere e i servizi di prevenzione dell’Hiv richiedono un approccio personalizzato. Per alcune popolazioni, come quella dei trans, l’accesso a cure importanti e talvolta vitali può essere compromesso, e i pazienti possono essere a più alto rischio di contrarre l’Hiv rispetto a quando questi servizi sono disponibili in un ambiente che rispetta il genere. La ricerca ha anche mostrato un legame tra l’accesso alle cure di genere e il miglioramento della salute mentale.


Il team di ricerca misurerà l’impatto di un intervento combinato di assistenza per l’affermazione del genere e servizi di prevenzione dell’Hiv, compresa la profilassi pre-esposizione (PrEP) e il trattamento di altre infezioni a trasmissione sessuale, in donne transgender che sono Hiv negative.


Le pazienti saranno poi randomizzate in due gruppi, intervento immediato o ritardato. Al primo sarà offerta la PrEP e la terapia ormonale. Coloro che saranno randomizzati nel gruppo di intervento differito riceveranno invece servizi di prevenzione dell’Hiv attraverso lo studio, ma saranno indirizzati ad altre strutture per la cura del genere per i primi sei mesi del trial. Trascorsi questi, le volontarie riceveranno lo stesso piano di combinazione del gruppo di intervento immediato per il resto della sperimentazione.


Fonte: Nih

IT-NON-04974-W-06/2023