Nei diabetici, il rischio di steatosi epatica non alcolica è aumentato anche nel mondo reale

Uno studio pubblicato su Liver International, e diretto da Oumarou Nabi, della Sorbonne Université, Parigi, Francia, ha mostrato prove nel mondo reale del rischio di steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e fibrosi avanzata nei diabetici.

“L’epidemiologia e la storia naturale della NAFLD nel diabete sono state studiate principalmente in ambito ospedaliero. L’obiettivo del nostro studio è stato invece quello di valutare le caratteristiche della NAFLD e il suo impatto su morbilità e mortalità nei soggetti con diabete di tipo 2 in un contesto comunitario” spiegano gli autori.

Per questo i ricercatori hanno valutato 164.285 partecipanti, dopo aver escluso da una coorte nazionale pazienti con consumo eccessivo di alcol, epatite virale o altre cause di malattie del fegato. Di questi, 8.386 (5,3%) erano affetti da diabete di tipo 2. La diagnosi non invasiva di NAFLD e fibrosi avanzata è stata effettuata utilizzando una combinazione di Fatty Liver Index e Forns Index, e il follow-up mediano è stato di 2,5 anni.

Il diabete ha aumentato il rischio di NAFLD di sei volte, e il rischio di fibrosi avanzata nei soggetti NAFLD di 3,76 volte. Dopo aver controllato i fattori confondenti, la presenza di NAFLD nei soggetti diabetici è stata associata a un rischio aumentato di gravi eventi correlati al fegato, malattie cardiovascolari e mortalità complessiva. Il rischio di complicanze epatiche ed extraepatiche nei soggetti diabetici con NAFLD è aumentato significativamente con la gravità della fibrosi.

“Questi dati potrebbero essere utilizzati per stimare il reale onere clinico ed economico della NAFLD nei soggetti diabetici” concludono gli autori.

Bibliografia: Liver Int. 2022 Jan 23. doi: 10.1111/liv.15171. Online ahead of print.

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