Nelle donne i sintomi dell’ipertensione vengono spesso attribuiti alla menopausa

In un documento di consenso della European Society of Cardiology (ESC), pubblicato sull’European Heart Journal, cardiologi, ginecologi ed endocrinologi spiegano come aiutare le donne di mezza età a prevenire problemi cardiaci successivi.


“I medici dovrebbero intensificare il rilevamento dell’ipertensione nelle donne di mezza età. Questa patologia viene ben riconosciuta negli uomini, ma nelle donne i sintomi, ad esempio vampate di calore e palpitazioni, sono spesso attribuiti alla menopausa o considerati come effetti dello stress, mettendole così a rischio di fibrillazione atriale, insufficienza cardiaca e ictus” afferma Angela Maas, del Radboud University Medical Center di Nijmegen, Paesi Bassi, prima autrice del documento.


“Ci sono diverse fasi della vita e diverse situazioni in cui possiamo identificare sottogruppi di donne ad alto rischio” prosegue Maas. La preeclampsia in gravidanza, per esempio, è collegata a un aumento di quattro volte dell’insufficienza cardiaca e dell’ipertensione e a un rischio raddoppiato di ictus.


Inoltre, le donne che hanno una menopausa precoce naturale prima dei 40 anni hanno anche maggiori probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, tanto che ogni anno di anticipo è associato a un aumento del rischio del 3%.


Patologie infiammatorie autoimmuni come l’artrite reumatoide e il lupus sono più comuni nelle donne rispetto agli uomini, e aumentano il rischio cardiovascolare durante la menopausa.


Il documento fornisce indicazioni su come gestire la salute del cuore durante la menopausa, dopo complicazioni della gravidanza e in caso di altre patologie come il cancro al seno e la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). Gli esperti riconoscono il ruolo importante di uno stile di vita e di una dieta sani per una gestione ottimale della salute in menopausa e nelle donne con PCOS, che hanno elevati rischi di ipertensione durante la gravidanza e diabete di tipo 2.


La terapia ormonale della menopausa è indicata per alleviare sintomi come sudorazioni notturne e vampate di calore nelle donne sopra i 45 anni, ma gli autori raccomandano la valutazione dei fattori di rischio cardiovascolare prima di iniziarla, e ricordano che essa non è raccomandata nelle donne ad alto rischio cardiovascolare o dopo ictus, infarto o coaguli di sangue.


Il documento non dimentica di fornire consigli anche per le donne transgender, che, a causa della terapia ormonale che assumono per tutta la vita, hanno un rischio aumentato di coaguli di sangue, per cui dovrebbero essere sempre incoraggiate a ridurre i rischi di stile di vita modificabili. “È necessaria la collaborazione tra cardiologi, ginecologi ed endocrinologi per fornire la migliore assistenza alle pazienti di sesso femminile” concludono gli esperti.

Fonte: European Heart Journal, 2021

IT-NON-04134-W-03/2023