Neoplasia epatica o ulcera penetrante? Un attento esame può evitare errori

Secondo una revisione della letteratura pubblicata dal Journal of Clinical and Translational Pathology, un attento esame istologico, la correlazione clinicopatologica e l’immunoistochimica sono fondamentali per stabilire una diagnosi di ulcera peptica penetrante il fegato e per fare una diagnosi differenziale con una neoplasia epatica.

“L’interessamento epatico a seguito di un’ulcera peptica perforata è un evento raro ma grave. Le sue caratteristiche cliniche e patologiche non sono chiare, e noi abbiamo cercato di approfondirle” afferma Jingjing Jiao, del Princeton Medical Center, Plainsboro, Stati Uniti, primo nome dello studio.

I ricercatori hanno identificato 41 pubblicazioni su PubMed e hanno aggiunto i dati da loro preparati su un caso interno alla loro struttura.

Tra i 42 pazienti, 20 hanno avuto un coinvolgimento del fegato a partire da un’ulcera duodenale perforata e 22 da un’ulcera gastrica. Tra i 23 casi di istologia ulcerosa nota, due ulcere erano maligne, nel dettaglio adenocarcinomi nel residuo gastrico, e le restanti 21 erano istologicamente benigne. La presenza di epatociti è stata l’indizio della diagnosi per 19 casi. L’età media dei pazienti era di 64,5 anni, e il rapporto maschi/femmine era 1,5:1 per le ulcere duodenali e 2:1 per le ulcere gastriche. I pazienti con coinvolgimento epatico di un’ulcera gastrica perforata avevano maggiori probabilità di avere un’ulcera più grande, e le pazienti di sesso femminile con interessamento epatico di un’ulcera gastrica erano più anziane dei pazienti di sesso maschile. Non ci sono state differenze di genere, regione di residenza, uso di farmaci antinfiammatori non steroidei, positività all’H. Pylori, possibile storia di ulcera peptica o mortalità tra ulcere duodenali e gastriche.

Fonte: J Clin Transl Pathol. 2021

IT-NON-06227-W-01/2024