Nuova ipotesi per il “grasso strisciante” della malattia di Crohn

In molti pazienti con malattia di Crohn il grasso addominale migra verso la parete dell’intestino tenue infiammato. Ciò che spinge il tessuto adiposo a “strisciare” attraverso l’addome e ad avvolgere l’intestino di molti pazienti affetti da questa malattia infiammatoria intestinale (Ibd) è stato finora un mistero.

Adesso alcuni ricercatori hanno identificato un indizio: la peculiare attività strisciante del grasso sembra inizialmente essere protettiva, ma poi finisce per nuocere.

Il grasso strisciante è spesso un punto di riferimento per i chirurghi che eseguono resezioni sull’intestino di un paziente con Ibd perché sanno che quando lo vedono è probabile che sia dove si trovano le lesioni. Quello che non si sapeva era se la presenza del grasso stesse peggiorando la malattia o se stesse cercando di proteggere l’intestino da qualcosa.

I ricercatori hanno eseguito esami molecolari approfonditi di campioni di intestino tenue e di tessuto adiposo di 11 pazienti con malattia di Crohn che avevano subito un intervento chirurgico. Il grasso non è solo un deposito di energia, ma un tessuto endocrino dinamico, pieno di cellule immunitarie che sembrano essere innescate in alcuni casi di malattia infiammatoria intestinale.

Gli esperti hanno scoperto che il tessuto adiposo risponde in realtà ai batteri che sono migrati fuori dall’intestino danneggiato del paziente. Un’ipotesi è che la migrazione “strisciante” del grasso intorno all’intestino abbia lo scopo di cercare di “tappare” le perdite nell’organo malato per evitare che i batteri intestinali entrino nel flusso sanguigno.

La risposta che inizialmente avrebbe una valenza protettiva, apparentemente non ha un interruttore per spegnersi. Se non viene fermato il grasso, infatti, continuerà a spostarsi, contribuendo allo sviluppo di gravi cicatrici intestinali o fibrosi, che si verificano nel 40% dei pazienti con Crohn. La rimozione chirurgica di parti dell’intestino tenue è l’unica opzione per molti di loro e impatta pesantemente sulla vita di chi vi si sottopone. I pazienti con colite ulcerosa, l’altra Ibd più comune, invece non sviluppano grasso strisciante.

I dati hanno portato i ricercatori a individuare un microbo specifico responsabile di spingere il grasso a viaggiare verso l’intestino tenue e a ricoprire l’organo in modo protettivo, mettendo a rischio la sua funzione. Si tratta di un agente patogeno presente nell’apparato digerente, il Clostridium innocuum. La sua struttura lo rende adatto a un ambiente ricco di lipidi. Secondo i ricercatori, questa scoperta potrebbe aprire la strada a nuove terapie, permettendo di prevenire o ridurre al minimo l’effetto dannoso del grasso strisciante.

Fonte: Cell

IT-NON-03056-W-10/2022