Nuove tecniche per predire i danni oculari da ipertensione

In futuro, nei pazienti con ipertensione sistemica la combinazione tra sistemi di apprendimento profondo e la precisione di imaging offerta dalla tomografia a coerenza ottica, dall’angiografia e dall’ottica adattiva potrebbe aprire la strada a sistemi in grado di prevedere esiti clinici avversi nell’occhio in modo ancora più accurato. Questo è quanto conclude una revisione della letteratura pubblicata sull’Asia-Pacific Journal of Ophthalmology, e diretto da Wilson Tan, del Singapore National Eye Centre, e della Yong Loo Lin School of Medicine, National University of Singapore and National University Health System, Singapore.

Le alterazioni strutturali e funzionali del microcircolo dovute all’ipertensione sistemica possono causare danni d’organo significativi a livello di occhi, cuore, cervello e reni. Poiché la retina è l’unico tessuto del corpo che consente l’imaging diretto dei piccoli vasi, la relazione dei segni di retinopatia ipertensiva con lo sviluppo di stati patologici in altri organi è stata ampiamente studiata; studi epidemiologici su larga scala che utilizzano la fotografia del fondo oculare e un software avanzato di analisi semiautomatica hanno riportato che l’associazione dei segni di retinopatia con il danno ipertensivo degli organi terminali include ictus, demenza e malattia coronarica.

“Sebbene forniscano molte informazioni utili, i vasi valutati dalle fotografie del fondo oculare rimangono limitati alle arteriole e alle venule retiniche più grandi, e le anomalie osservate potrebbero non essere quelle precoci” affermano gli autori.

Gli esperti hanno portato avanti una revisione della letteratura per meglio comprendere la situazione, e hanno visto che le modalità di imaging più recenti come l’angiografia con tomografia a coerenza ottica e la tecnologia dell’ottica adattiva, che consentono una maggiore precisione nella quantificazione strutturale dei vasi retinici, compresi i capillari, possono facilitare la valutazione e la gestione di questi pazienti. L’avvento della tecnologia di apprendimento profondo ha anche aumentato l’utilità delle fotografie del fondo oculare per aiutare a creare sistemi diagnostici e di stratificazione del rischio. In particolare, è stato dimostrato in numerosi studi di grandi dimensioni che i sistemi di apprendimento profondo sono in grado di predire molteplici fattori di rischio cardiovascolare, eventi cardiovascolari avversi importanti entro cinque anni e presenza di calcio coronarico, dalle sole fotografie del fondo oculare.

Asia Pac J Ophthalmol (Phila). 2022 Mar-Apr 01;11(2):149-159.

IT-NON-07057-W-05/2024