P. pelvico: chirurgia non correlata a riduzione funzionalità sessuale

L’attività e la funzionalità sessuali vanno incontro a miglioramento o vengono quanto meno preservate a seguito di interventi chirurgici per il prolasso degli organi pelvici (POP), come affermato da Danielle Antosh dello Houston Methodist Hospital, autrice di una revisione che ha preso in esame 67 studi originali.

Per quanto la funzionalità sessuale migliori nella maggior parte delle donne, è importante notare che una certa proporzione di esse potrebbe sviluppare una dispareunia ex novo dopo l’intervento, in una percentuale che va dallo 0% al 9%, ma sussistono comunque dati limitati sulle riparazioni posteriori.

Fra i vari tipi di intervento, ad eccezione della sospensione del legamento sacrospinoso, della rete transvaginale e della sacrocolpopessi, il tasso di attività sessuale postoperatoria risulta moderatamente in aumento.

Diversi studi hanno comunque attribuito queste differenze alla mancanza di un partner o a problemi correlati al partner, ma alcuni hanno citato il dolore come fattore primario per l’inattività sessuale postoperatoria.
Pochi degli studi considerati hanno riportato i tassi sia preoperatori che postoperatori di attività sessuale e dispareunia, e nessuno ha riportato i cambiamenti di questi elementi a livello della paziente, se non occasionalmente.

Ne consegue che le conclusioni si basano principalmente sul raffronto qualitativo degli eventi riportati prima e dopo l’intervento da set di studi diversi ma sovrapponibili.

Il fatto che la prevalenza della dispareunia generalmente diminuisca a seguito di tutti i tipi di intervento per POP è coerente con quanto riscontrato dalle revisioni precedenti. Questi studi non hanno tenuto conto delle differenze di importanza minima nei punteggi di funzionalità sessuale, ed è dunque importante tenerne conto nell’interpretare i risultati della revisione.

Alcuni studi peraltro non definiscono la dispareunia, e quelli che lo fanno si basano su parametri non convalidati. E’ stato infine impossibile identificare la persistenza della dispareunia a seguito dell’intervento, in quanto ciò non è stato registrato in letteratura. 

Fonte: Obster Gynecol 2020

IT-NON-03261-W-11/2022