Pancreatite necrotizzante: come prevenire le embolie

Lo screening ecografico ha consentito l’identificazione ed il trattamento precoce delle trombosi venose estremamente profonde (DVT), prevenendo pertanto le embolie polmonari sintomatiche in uno studio monocentrico condotto su 85 pazienti.

I risultati dello studio hanno già portato ad un cambiamento nella pratica clinica in diversi istituti che effettuano volumi elevati di interventi pancreatici, come affermato dall’autore Nicholas Zyromski dell’università dell’Indiana, che incoraggia tutti i medici che si occupano di pazienti con pancreatite necrotizzante a prendere in considerazione lo screening delle trombosi venose.

Qualunque paziente con questa patologia sarebbe un candidato appropriato per lo screening. Se si rileva una trombosi, l’istituzione di una piena anticoagulazione dovrebbe essere a discrezione del medico curante, considerando anche ulteriori problemi medici di base fra cui il rischio emorragico.

Le attuali iniziative di ricerca sono rivolte alla comprensione più chiara dei meccanismi alla base dello sviluppo delle DVT, che potrebbero potenzialmente identificare pazienti specifici ad alto rischio, nonché informare misure profilattiche individualizzate.
Come affermato da alcuni esperti, i pazienti con pancreatite necrotizzante possono essere fra i più gravi e difficili da gestire.

Un’anticoagulazione profilattica a dosaggio fisso è insufficiente in questa popolazione di pazienti, il che implica che per alcuni di essi potrebbero essere necessarie dosi maggiori per ridurre il rischio di sviluppo di DVT.

Comunque, per quanto nessun paziente dello studio sotto piena anticoagulazione abbia sviluppato complicazioni emorragiche, non è chiaro se maggiori dosi di anticoagulazione portino ad un incremento del rischio emorragico.

Le emorragie rappresentano un rischio noto per la pancreatite necrotizzante, e possono essere fatali in alcune circostanze, il che suggerisce la necessità di ulteriori indagini in quest’area. L’ecografia al letto del paziente è prontamente disponibile nella maggior parte dei reparti medici e delle terapie intensive, ma non è chiaro che livello di sfruttamento delle risorse sia necessario allo scopo di effettuare uno screening più frequente del paziente. 

Fonte: Am Coll Surg online 2020

IT-NON-03181-W-10/2022