Parkinsonismo farmacoindotto: connettività funzionale predice ripresa

In una sostanziale proporzione di pazienti con parkinsoninsmo farmacoindotto (DIP), il parkinsonismo può persistere per periodi prolungati dopo la sospensione del farmaco responsabile, il che suggerisce la presenza di una subdola neurodegenerazione sottostante.

E’ stato ipotizzato che i pazienti con DIP presentino deficit della connettività funzionale (FC) a livello delle reti cerebrali, il che potrebbe determinare la reversibilità del parkinsonismo. Un recente studio ha preso in considerazione 60 pazienti con DIP e 32 soggetti di controllo.

I pazienti con DIP presentavano una riduzione della FC fra la rete senso-motoria e svariate regioni cerebrali rispetto ai soggetti di controllo.

La FC a livello delle regioni prefrontali risulta negativamente correlata con il punteggio alla scala motoria parkinsoniana.

I pazienti che sono andati incontro ad una ripresa parziale presentavano una FC a livello delle regioni prefrontale e cerebellare significativamente inferiore rispetto a quella dei pazienti che si sono ripresi completamente, il che fornisce un utile elemento predittivo per lo status della ripresa.

I pazienti con DIP dunque presentano una riduzione della FC a livello della rete sensorimotoria, il che è correlato con la gravità del parkinsonismo e predice lo status relativo alla ripresa a seguito della sospensione del farmaco responsabile.

Il deficit della FC a livello della rete sensorimotoria potrebbe essere utilizzato come biomarcatore per valutare la gravità e la prognosi della DIP. 

Fonte: Parkinsonism Relat Disord 2020