Pazienti sottoposti a dialisi peritoneale ed emodialisi: qualità della vita, stato di salute e occupazione

Con la sigla DOPPS si fa riferimento ad uno studio prospettico di coorte riferito alle pratiche di emodialisi, basato sulla raccolta di dati longitudinali osservativi in relazione ad un campione casuale di pazienti provenienti da strutture di dialisi di venti paesi coinvolti.


I campioni di pazienti in ciascuna struttura e il campione di strutture in ciascun paese sono stati progettati per fornire un quadro – il più affidabile possibile – delle pratiche e dei risultati in ciascuna struttura e in ciascuna area geografica.


Il progetto, di base, serve anche a raccogliere dati per poter permettere agli individui coinvolti nelle decisioni relative alle opzioni di terapia sostitutiva renale di comprendere come i trattamenti dialitici potrebbero influenzare le attività quotidiane, la qualità della vita e quali fattori potrebbero influenzare l’evoluzione nel tempo di questi fattori.


Sono stati coinvolti 7.771 partecipanti – sottoposti a emodialisi (HD) e a dialisi peritoneale (PD) – provenienti da 6 paesi che partecipano agli studi sui risultati e sui modelli di pratica peritoneale e dialitica (PDOPPS/DOPPS). Gli esperti hanno quindi raccolto i dati relativi allo stato funzionale riferito dal paziente (basato sulle attività della vita quotidiana), al paese di origine, alle caratteristiche demografiche, cliniche e all’eventuale presenza di comorbidità.


Attraverso la regressione lineare sono stati analizzati i dati degli esiti e dello stato di occupazione riportati dai pazienti (PRO), ma anche i punteggi di sintesi delle componenti fisiche e mentali (PCS e MCS) e il punteggio del carico di malattia renale, mentre attraverso la regressione logistica sono stati esaminati i sintomi di depressione.


In entrambe le modalità di dialisi, i pazienti giapponesi hanno evidenziato valori di PCS e occupazione più alti (55% per HD e 68% per PD), mentre quelli negli Stati Uniti avevano il punteggio MCS più alto, ma il carico di malattia renale e il livello di occupazione più bassi (20% in HD e 42% in PD). Dopo l’aggiustamento della covariata, l’associazione di età, sesso, annata di dialisi, diabete e stato funzionale con i PRO era simile in entrambe le modalità, sottolineando però che le pazienti donne avevano punteggi più bassi sia di PCS che di carico di malattia renale. Uno stato funzionale inferiore, invece, è stato fortemente associato a punteggi PCS e MCS più bassi, insieme ad un carico molto maggiore di malattie renali e ad una maggiore probabilità di sintomi di depressione. Inoltre, la variazione mediana dei PRO basati sulla qualità della vita è stata trascurabile nell’arco di 1 anno nei partecipanti che avevano completato almeno 2 questionari annuali.


Sebbene lo studio sia stato limitato da potenziali distorsioni derivanti da risposte incomplete al sondaggio e dall’inclusione di solo alcune popolazioni del DOPPS/PDOPPS, i ricercatori hanno potuto evidenziare delle variazioni nella qualità della vita, nel carico di malattie renali e nella depressione tra i paesi considerati, anche se non sono cambiate in modo apprezzabile nel tempo. In ogni caso, lo stato funzionale è rimasto uno dei predittori più forti di tutti i PRO e la valutazione di routine dello stato funzionale può fornire preziose informazioni per pazienti e operatori nell’anticipare i risultati e le esigenze di supporto per i pazienti sottoposti a dialisi peritoneale o emodialisi.


Fonte: American Journal of Kidney Diseases