Pnrr. Firmati i Protocolli d’intesa sui progetti bandiera. Per la sanità al via il Centro di Medicina Computazionale e Tecnologica


Il nuovo Centro sorgerà in Liguria e sarà finanziato con 405 mln. Speranza: “Questo progetto bandiera ha un tasso d’innovazione molto rilevante e ha l’obiettivo di mettere a sistema due rivoluzioni fondamentali: la genomica e i big data”. Toti: “Il nostro Progetto Bandiera è l’unico che riguarda l’ambito sanitario con la realizzazione di un ospedale che sarà anche il primo Centro di medicina computazionale di riferimento nazionale”.

Al via in Liguria il “Centro di Medicina Computazionale e Tecnologica”. È questo infatti uno dei sei accordi sui Progetti bandiera del Pnrr firmati oggi a Palazzo Chigi.

“Il progetto proposto dalla Regione Liguria serve a realizzare un “Centro di Medicina Computazionale e Tecnologica”, ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha sottolineato come esso unisca “infrastrutture scientifiche, tecnologiche e cliniche in modi innovativi e ha l’ambizione di diventare un punto di riferimento nel settore”.

Nello specifico lo schema di Protocollo d’intesa tra la Regione e il ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie, il ministero della Salute e il ministero dell’Università e della Ricerca sulle ‘Modalità di collaborazione per la realizzazione del Progetto Bandiera della Regione Liguria ‘Centro di Medicina Computazionale e Tecnologica’ di rilievo nazionale è finalizzato al trasferimento sulla clinica dei risultati della ricerca relativa all’impiego del calcolo computazionale ai modelli biologici e ai programmi di gestione delle tecnologie robotiche d’uso biomedico e al loro successivo sviluppo come prototipi.

“Siamo profondamente orgogliosi di questo progetto – afferma il presidente e assessore alla Sanità della Regione Liguria Giovanni Toti – il nostro Progetto Bandiera è l’unico che riguarda l’ambito sanitario e, più in generale, delle scienze della vita, con la realizzazione di un ospedale che sarà anche il primo Centro di medicina computazionale di riferimento nazionale, rappresentando un fiore all’occhiello per l’intero Paese”.


Definito il quadro dei finanziamenti per 405 milioni di euro complessivi: 280 milioni di euro nell’ambito del programma di investimento di Inail tra le ‘iniziative di investimento immobiliare di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria’ in relazione all’acquisizione delle aree, alla progettazione e alla realizzazione delle strutture destinate alle attività di assistenza sanitaria e ricerca traslazionale e di base collegate alle attività cliniche, 60 milioni di euro dall’ex articolo 20 della legge 67/88 relativamente alle dotazioni tecnologiche, tecniche e arredi, 65 milioni di euro dal Pnrr, per le ulteriori dotazioni tecnologiche, le infrastrutture di ricerca di base e i programmi di attività scientifica di base e traslazionale.

“Questo progetto bandiera legato alla Regione Liguria ha un tasso d’innovazione molto rilevante e ha l’obiettivo di mettere a sistema due rivoluzioni fondamentali: la genomica e i big data. Questo ci consentirà di rafforzarci sulla medicina di precisione e personalizzata. L’iniziativa sarà connessa all’Irccs Gaslini e all’Irccs San Martino”, ha affermato il Ministro della Salute, Roberto Speranza.

“E’ fondamentale che le istituzioni collaborino sempre di più per rendere il PNRR un’esperienza di successo e ovviamente accedere ai finanziamenti europei. Occorre la massima sinergia fra i diversi livelli istituzionali, da quelli comunali a quelli regionali a quelli nazionali, affinché le misure possano essere, da una parte attuate velocemente ma soprattutto possano essere utili in prospettiva al Paese”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga.

“Oggi – ha spiegato Fedriga – ci siamo occupati di 6 progetti bandiera: quello della Liguria che riguarda l’IRCCS e cinque che riguardano invece la ricerca sull’idrogeno – quindi energia sostenibile, transizione energetica e soprattutto approvvigionamento energetico – e che coinvolgono 5 Regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Umbria, Basilicata e Puglia.

Questi ultimi progetti saranno le best practices nazionali per quanto riguarda l’applicazione e la ricerca e soprattutto la messa sul campo dell’approvvigionamento ad idrogeno sia per la parte industriale ma penso anche per tutti gli altri settori del mondo produttivo che è fondamentale cercare di far arrivare velocemente nel nostro Paese.

Proprio per questo – ha concluso Fedriga – le Regioni sono protagoniste insieme al Governo nelle azioni necessarie per mettere in campo finanziamenti importanti che – per quanto riguarda gli ambiti legati all’idrogeno – sono molto consistenti: in tutto 4 miliardi di euro da utilizzare su tutto il territorio nazionale”.

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