Pnrr. I dubbi delle Regioni sui costi e i tempi di realizzazione proposti dal Ministero

“Si rischia un sottofinanziamento e che non tutti raggiungano il traguardo”

Alert delle Regioni sulla realizzazione della mission 6 Salute del Pnrr. Tra gli Enti locali si registra infatti una “preoccupazione in merito alla concreta realizzabilità degli interventi, nelle tempistiche e nelle modalità sin qui individuate, nonché in merito alla piena rendicontabilità delle spese”. I dubbi sono contenuti in un documento tecnico in merito alla bozza di schema dei contratti istituzionali di sviluppo recentemente inviata dal Ministero della Salute agli Enti locali e su cui in ogni caso è previsto un confronto la prossima settimana.


 “La necessità che tutte le Regioni e le Province autonome conseguano gli obiettivi del PNRR richiede attenzione affinché tutti possano traguardare gli interventi” si legge nell’analisi in cui si precisa come “ciò comporta, nell’ambito della realizzazione degli interventi del PNRR, l’opportunità che i “vincoli” del PNRR presentino elementi di elasticità –oggi assenti- nella loro verifica di applicazione, per non bloccare gli interventi (es. per un problema nella ristrutturazione di un edificio soggetto a tutela, che non potrà raggiungere determinati requisiti energetici quando è oggetto di interventi parziali). Tale forma di elasticità (per il caso di coesistenza di disposizioni confliggenti cui ottemperare) dovrebbe essere richiamata anche nel Piano operativo regionale, nella misura in cui questo forma uno degli impegni regionali”.

 Ma per le Regioni non c’è solo un problema di tempi. Il rischio è anche finanziario. “I prezzi utilizzati da Agenas – si legge nel testo – per la quantificazione economica dei contributi per gli interventi del PNRR risalgono al 2018 e appaiono inadeguati alle attuali dinamiche di mercato, ulteriormente come aggravate dal rispetto di tutti i requisiti previsti per il PNRR fra cui il DNSH. Considerato che il Dlgs. 50/2016 prevede l’aggiornamento annuale dei prezziari regionali, si segnala il rischio di un sotto finanziamento”.

E ancora: “il finanziamento per le c.d. grandi apparecchiature è relativo al solo acquisto del macchinario, mentre non sono finanziati, al momento, i lavori e lo smaltimento delle apparecchiature che si vanno a sostituire”.

Tema caldo è poi la realizzazione delle Case della Comunità, delle Centrali operati territoriali e degli Ospedali di comunità per cui le Regioni evidenziano come “le tempistiche degli investimenti non sono coerenti con le indicazioni sin qui ricevute: a) Case della Comunità, T4 2025 anziché T2 2026; b) Centrali Operative Territoriali, T4 2023 anziché T2 2024; c) Ospedali di Comunità, T4 2025 anziché T2 2026”.

IT-NON-06474-W-02/2024