Podocituria nella malattia di Fabry: evidenze da un follow-up di 10 anni

Una riduzione dei podociti renali è un evento clinico precoce nello sviluppo della nefropatia tra i pazienti con malattia di Fabry. A evidenziarlo è stato un team del General Hospital Slovenj Gradec, in Slovenia, guidato da Bojan Vujkovac, che ha pubblicato i risultati di un follow-up di dieci anni su Clinical Kidney Journal.

Nella malattia di Fabry, i podociti sono una delle cellule renali più colpite e giocano un ruolo importante nella progressione della malattia renale. La podocituria, in cui i podociti che si sono staccati si ritrovano nelle urine, è un marker non invasivo, precoce, di danno renale e per valutarlo nella malattia di Fabry, i ricercatori hanno misurato podocituria e altri dati clinici renali su 39 pazienti.

Il numero medio di campioni valutati per ciascun paziente è stato di 14,5. Dai risultati è emerso che la podocituria è stata rilevata nel 54,9% dei campioni, più negli uomini che nelle donne. La podocitura, inoltre, era presente nel 42,9% dei pazienti sotto i 20 anni e nell’89,5% dei pazienti con livelli normali di albuminuria. Infine, una più elevata incidenza e più elevati valori di podocituria sono stati osservati nei pazienti con basso tasso di filtrazione glomerulare.

 Fonte: Clin Kidney J (2021) – 15(2):269-277

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