Positività al virus SARS-CoV-2 non aumenta tra chi ha infezione da HIV

Anche se i pazienti con infezione da HIV si sono sottoposti più di frequente ai test per rilevare il virus SARS-CoV-2 rispetto a chi non ha un’infezione da HIV, non ci sarebbero evidenze di un aumento della positività, nel primo gruppo, come evidenziato da uno studio su sei ampie e diversificate popolazioni negli Stati Uniti. L’indagine è stata guidata da Lesley Park, della Stanford University, in California, e i risultati sono stati pubblicati sul Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes.

Le diverse coorti considerate variavano in dimensioni, andando da 1.675 a 31.304 pazienti con HIV, e sono state messe a confronto con coorti che comprendevano tra 1.430 e 3.742.604 di pazienti senza HIV. La proporzione di pazienti con infezione da HIV testati per valutare un’eventuale infezione da coronavirus andava dal 19,6% al 40,5%, in base alla coorte considerata, ed era significativamente più elevata rispetto a chi si sottoponeva ai test per rilevare il coronavirus nella popolazione senza HIV, le cui percentuali di persone testate andavano dal 14,8% al 29,4%. Tuttavia, tra quelli testati, la percentuale di pazienti positivi al SARS-CoV-2 era paragonabile tra chi aveva un’infezione da HIV e chi no, con le percentuali che andavano dal 4,7% in meno rispetto alla popolazione generale all’1,4% in più.

Fonte: J Acquir Immune Defic Syndr (2022) – doi: 10.1097/QAI.0000000000002943

IT-NON-06481-W-03/2024