Possibile associazione tra esposizione a raggi UVB e cancro del colon-retto

I ricercatori della University of California San Diego School of Medicine hanno identificato un possibile legame tra un’esposizione inadeguata alla luce ultravioletta-B (UVB) del sole e un aumento del rischio di cancro del colon-retto, soprattutto con l’età. I risultati sono stati pubblicati dalla rivista BMC Public Health.


I ricercatori hanno studiato le associazioni globali tra i livelli di luce UVB nel 2017 e i tassi di cancro del colon-retto in diversi gruppi di età in 186 Paesi nel 2018. Una minore esposizione ai raggi UVB era significativamente correlata a tassi più elevati di cancro del colon-retto in tutti i gruppi di età. Dopo aver preso in considerazione altri fattori, come la pigmentazione della pelle, l’aspettativa di vita e il fumo, l’associazione tra UVB inferiore e rischio di cancro del colon-retto è rimasta significativa per le persone di età pari o superiore a 45 anni.


“Le differenze nell’esposizione alla luce UVB hanno rappresentato una buona parte della variazione che abbiamo visto nei tassi di cancro del colon-retto, specialmente per le persone di età superiore ai 45 anni. Sebbene questa sia ancora una prova preliminare, potrebbe suggerire la possibilità ridurre il rischio di cancro del colon-retto correggendo le carenze di vitamina D”, commenta Raphael Cuomo, uno degli autori.


Una minore esposizione ai raggi UVB può ridurre i livelli di vitamina D e la carenza di vitamina D è stata precedentemente associata ad un aumentato rischio di cancro del colon-retto.


Ricerche future potrebbero valutare i potenziali benefici della correzione delle carenze di vitamina D per ridurre il rischio di cancro del colon-retto, specialmente nei gruppi di età più avanzata.


Per lo studio, i ricercatori hanno utilizzato le stime UVB ottenute dalla sonda spaziale EOS Aura della NASA nell’aprile 2017 e i dati sui tassi di cancro del colon-retto nel 2018 per 186 Paesi dal database Global Cancer (GLOBOCAN) dell’Organizzazione mondiale della sanità. Hanno anche raccolto dati per 148 Paesi su pigmentazione della pelle, aspettativa di vita, fumo, ozono stratosferico (un gas naturale che filtra la radiazione solare) e altri fattori che potrebbero influenzare la salute e l’esposizione ai raggi UVB, derivati ​​dalla letteratura e dai database precedenti.


I Paesi con UVB più bassi includevano Norvegia, Danimarca e Canada; i paesi con UVB più alti includevano Emirati Arabi Uniti, Sudan, Nigeria e India. Gli autori avvertono che altri fattori possono influenzare l’esposizione ai raggi UVB e i livelli di vitamina D, come integratori di vitamina D, abbigliamento e inquinamento atmosferico, che non sono stati inclusi nello studio. Inoltre avvertono che la natura osservativa dello studio non consente di stabilire relazioni causa ed effetto e che sono necessari ulteriori lavori per comprendere la relazione tra UVB, vitamina D e cancro del colon-retto.


Fonte: BMC Public Health

IT-NON-05069-W-07/2023