Prevalenza depressione tra chi soffre di psoriasi a placche: uno studio italiano

I pazienti con psoriasi grave potrebbero adottare strategie adattative disfunzionali in conseguenza dello stress. È la conclusione cui è arrivato uno studio condotto da Michele Fabrazzo e colleghi dell’Università Luigi Vanvitelli di Napoli, secondo i quali i dermatologi hanno un ruolo fondamentale nel rilevare la comorbidità della malattia cutanea rappresentata dalla depressione e nell’inviare i pazienti con psoriasi a specialisti in salute mentale, affinché siano adeguatamente trattati, prevenendo il rischio di suicidio. Lo studio è stato pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health.

I ricercatori italiani hanno valutato la gravità della psoriasi attraverso l’indice Psoriasis Area Severity Index (PASI) e lo PSOdisk e hanno analizzato le alterazioni mentali di 120 pazienti visitati in ambulatorio attraverso l’Hamilton Depression and Anxiety Rating Scale (HAM-D e HAM-A) e la Symptom Cheklist-90 rivista (SCL-90-R), oltre a valutare strategie adattative e qualità di vita attraverso il Coping Orientation to Problems Experienced (COPE) Inventory e il 36-Item Short Form Health Survey (SF-36).

I partecipanti sono stati divisi in cinque sottogruppi, in base alla gravità della psoriasi, da una forma minima a una grave, con il punteggio PSOdisk total score. Dai risultati è emerso che la prevalenza della depressione variava in base ai criteri di valutazione per specificità, frequenza e gravità. Inoltre, tra i pazienti sono emersi diversi disturbi dell’umore, a parte la depressione maggiore, quando si usavano i criteri DSM-IV-TR. L’analisi della diagnosi di depressione, infine, ha indicato che le strategie adattative disfunzionali erano più elevate e correlate in modo positivo solo ai pazienti che rientravano nel gruppo con la malattia grave.

Fonte: Int J Environ Res Public Health (2022) – 19(4):2060

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