Primo modello robusto di coltura cellulare per il virus dell’epatite E

Un gruppo di ricerca ha sviluppato un robusto modello di coltura cellulare per il virus dell’epatite E (Hev) che, sebbene causi più di tre milioni di infezioni e circa 70.000 morti ogni anno, è ancora poco studiato.


Il modello messo a punto dal team è in grado di produrre circa 100 volte più particelle virali infettive rispetto ai precedenti, permettendo ai ricercatori di studiare il virus in profondità. Il numero di particelle virali infettive prodotte nei modelli precedenti era infatti troppo piccolo per generare risultati riproducibili.


Grazie a questo modello, gli scienziati stanno studiando per esempio le varianti del virus e stanno sequenziando il patrimonio genetico del virus. Inoltre, hanno studiato l’espressione alterata di diverse proteine delle cellule epatiche colpite in risposta all’infezione, sia sotto l’influenza dei farmaci che senza l’influenza dei farmaci.


Gli autori sono ottimisti e ritengono, grazie al loro modello, di poter conoscere meglio questo virus, che è la causa principale dell’epatite virale acuta.


Fonte: Proceedings of the National Academy of Sciences

IT-NON-04038-W-02/2023