Prodotti chimici per la casa e microbioma intestinale

Un team di ricercatori ha trovato per la prima volta una correlazione tra i livelli di batteri e funghi nel tratto gastrointestinale dei bambini e la quantità di sostanze chimiche comuni presenti nel loro ambiente domestico.

Il lavoro potrebbe portare a una migliore comprensione di come questi composti organici semi-volatili possono influenzare la salute umana.
Nello studio, i ricercatori hanno misurato i livelli di composti semi-organici onnipresenti nel sangue e nelle urine di 69 bambini piccoli e bimbi in età prescolare e poi, utilizzando campioni fecali, hanno studiato i loro microbiomi intestinali.

I composti organici semi-volatili che hanno misurato comprendono ftalati utilizzati in detergenti, indumenti in plastica come impermeabili e tende da doccia, e prodotti per la cura della persona, come sapone, shampoo e spray per capelli, nonché sostanze polifluoroalchiliche (Pfas), che vengono utilizzate nei tessuti antimacchia e idrorepellenti, nei rivestimenti per tappeti e mobili, nei prodotti antiaderenti per la cucina, nelle vernici e nei prodotti per la pulizia.


Le persone sono esposte quotidianamente a queste sostanze chimiche, che si trovano nell’aria e nella polvere nelle loro case e i bambini piccoli potrebbero ingerirle strisciando sui tappeti o mettendo oggetti in bocca.
Quando i ricercatori hanno esaminato i livelli di batteri nell’intestino, hanno scoperto che i bambini che avevano livelli più alti di sostanze chimiche nel sangue mostravano differenze nel loro microbioma intestinale.


I piccoli con livelli più alti di Pfas nel sangue avevano anche batteri ridotti in quantità e diversità, mentre l’aumento dei livelli di ftalati è stato associato a una riduzione delle popolazioni di funghi. La correlazione tra le sostanze chimiche e gli organismi batterici meno abbondanti è stata particolarmente pronunciata e potenzialmente preoccupante. Modificare i livelli di batteri nell’intestino potrebbe infatti avere un impatto significativo sulla salute.

I ricercatori hanno anche trovato, sorprendentemente, che i bambini che avevano alti livelli di composti chimici nel loro sangue possedevano anche diversi tipi di batteri per ripulire le sostanze chimiche tossiche. I batteri dealogenanti sono stati usati per degradare le sostanze chimiche alogenate persistenti, come i solventi per la pulizia a secco dall’ambiente.

Questi batteri non si trovano tipicamente nell’intestino umano e questo potrebbe significare che il microbioma intestinale sta cercando di correggersi.

Gli esperti hanno evidenziato come questi dati non indichino alcuna causalità, ma offrano un’indicazione dei tipi di organismi che possono essere influenzati dall’esposizione a questi composti e forniscano un trampolino di lancio per la ricerca futura.

Acquisire una comprensione più olistica delle interazioni tra le sostanze chimiche prodotte dall’uomo, il microbioma intestinale e la salute umana è un passo fondamentale per far progredire la salute pubblica, hanno concluso.


Fonte: Environmental Science & Technology Letters

IT-NON-03726-W-01/2023