Protein-chinasi e immunodeficienza nei pazienti con Hiv

Le infezioni da Hiv sono trattate con farmaci antivirali che impediscono efficacemente lo sviluppo della malattia. Anche se la terapia farmacologica ha fatto notevoli progressi, il virus non può essere eliminato completamente dal corpo con i farmaci attualmente disponibili.


In circa un quinto dei pazienti con Hiv il sistema immunitario non si riprende come previsto: la quantità di cellule T CD4, che riflette lo stato del sistema immunitario, rimane bassa anche quando la quantità di virus nel sangue è a livelli molto bassi o sotto la soglia di misurazione. In questi pazienti si possono rilevare indicazioni di un’attivazione immunitaria cronica, che erode il sistema immunitario.


Alcuni ricercatori hanno già dimostrato che la proteina Nef, un fattore centrale associato al virus dell’Hiv, può continuare la produzione a basso livello nei tessuti del paziente per molto tempo anche dopo che la moltiplicazione virale viene soppressa con successo. Importanti per questa attività di erodere l’immunità sono le vescicole extracellulari generate da Nef, che circolano nel sangue e promuovono l’attivazione immunitaria cronica.


Ora in un nuovo studio alcuni esperti hanno scoperto un meccanismo intracellulare attraverso il quale viene avviata la catena di eventi associati all’attivazione immunitaria.


Le nuove scoperte dimostrano che la proteina Nef dà il via a questa dannosa catena di eventi attraverso la segnalazione cellulare: attiva le protein-chinasi della famiglia Src, portando all’attivazione delle protein-chinasi Raf e Mapk. Quando queste ultime due sono attivate, inizia la produzione di vescicole extracellulari.


Fonte: Journal of Virology

IT-NON-04229-W-03/2023