Psoriasi a placche: inquinanti dell’aria scatenerebbero riacutizzazioni

Gli inquinanti dell’aria potrebbero essere un fattore scatenante delle riacutizzazioni della psoriasi a placche. È la conclusione cui è arrivato uno studio italiano, condotto da ricercatori dell’Università di Verona, coordinati da Francesco Bellinato. I risultati dell’indagine sono stati pubblicati da JAMA Dermatology.

Il team ha preso in considerazione 957 pazienti con psoriasi a placche, con 4.398 visite di controllo. I pazienti avevano un’età media di 61 anni e il 62,9% era di sesso maschile. Per valutare gli inquinanti ambientali, invece, i ricercatori hanno preso a riferimento più di 1.500 valutazioni ufficiali presi dal bollettino pubblico dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

Tra tutta la coorte, il 38,6% dei pazienti aveva riacutizzazione della psoriasi a placche. I ricercatori italiani hanno trovato che le concentrazioni di tutti gli inquinanti ambientali erano significativamente più elevate nei 60 giorni prima delle riacutizzazioni rispetto alle visite di controllo. Inoltre, dall’analisi cross-over è emerso che l’esposizione a una media di PM10 superiore a 20 μg/m3 e a una media di PM2,5 superiore a 15 μg/m3, nei 60 giorni prima della valutazione, erano associati a un maggior rischio di PASI 5.

 Fonte: JAMA Dermatol (2022) – doi: 10.1001/jamadermatol.2021.6019

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