Quali rischi per la salute delle persone che vivono di più con l’Hiv?

Negli ultimi 20 anni, l’attenzione degli esperti si è spostata dal mantenere in vita i pazienti sieropositivi attraverso la terapia antiretrovirale a fornire la migliore assistenza possibile per le condizioni di comorbilità secondaria riscontrate nel corso di un notevole aumento della durata della vita. Oggi infatti quasi la metà delle persone che convivono con l’Hiv ha più di 50 anni.

Lo studio Reprieve (Randomized Trial to Prevent Vascular Events in Hiv) nasce proprio per studiare l’impatto e la prevalenza di malattie cardiache e altre comorbidità critiche su una popolazione globale che invecchia con l’Hiv ed è il più grande studio al mondo di prevenzione delle malattie cardiovascolari (Cvd) nelle persone con Hiv. 

I primi dati, rilasciati recentemente, permettono di comprendere meglio l’impatto del virus sull’intera persona, sviluppando strategie di prevenzione, di trattamento e linee guida più efficaci per la gestione del rischio cardiovascolare in questa popolazione di pazienti.

Lo studio ha arruolato 7.770 partecipanti dal 2015 al 2019 in oltre 100 siti di ricerca clinica in 12 Paesi e cinque continenti, che riflettono la diversità etnica e di genere dell’epidemia globale di Hiv. Questa straordinaria collaborazione globale, che comprende anche l’Aids Clinical Trials Group e l’industria farmaceutica, dovrebbe riferire i suoi risultati al pubblico nel 2023.

Fonte: Journal of Infectious Diseases

IT-NON-02692-W-07/2022