Reflusso gastroesofageo refrattario: il potenziamento magnetico dello sfintere esofageo funziona

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Digestive Diseases, il potenziamento magnetico dello sfintere esofageo è una terapia efficace e sicura per il trattamento del reflusso gastroesofageo refrattario.


“Il potenziamento magnetico dello sfintere esofageo (magnetic sphincter augmentation, MSA) è una procedura di recente sviluppo per la malattia da reflusso gastroesofageo refrattario. Abbiamo portato avanti una revisione sistematica e una metanalisi per determinarne l’efficacia” spiega Qian-Jun Zhuang, del First Affiliated Hospital della Sun Yat-sen University, in Cina, primo nome dello studio.


I ricercatori hanno incluso nella loro revisione studi a braccio singolo che valutassero l’efficacia e la sicurezza della MSA nel reflusso gastroesofageo refrattario, o studi comparativi con inibitori della pompa protonica (IIP) o fundoplicatio laparoscopica Nissen (LNF) come controllo. Sono stati raccolti dati demografici, uso postoperatorio di IIP, qualità della vita correlata alla salute nella malattia da reflusso gastroesofageo (GERD-HRQL), tempo di esposizione agli acidi (AET), eventi avversi (AE).


In totale, sono stati inclusi 14 studi per un totale di 1.138 partecipanti con malattia da reflusso gastroesofageo refrattario, 10 studi a braccio singolo, uno studio randomizzato controllato e tre studi di coorte. Dopo MSA, nell’87,0% dei pazienti è stata raggiunta la sospensione degli IIP, nell’88,0% si è avuto un miglioramento significativo di GERD-HRQL e nel 75,0% si è verificata una normalizzazione dell’AET.


L’incidenza di disfagia postoperatoria è stata del 29% e la dilatazione endoscopica è stata necessaria nel 7,4% dei pazienti con MSA. La procedura ha mostrato una migliore efficacia nel controllo dei sintomi rispetto agli IPP e un’efficacia simile ma un minor rischio di gonfiore rispetto alla LNF.


“Saranno ora necessari studi randomizzati ben progettati che confrontino l’efficacia della MSA con altre terapie” concludono gli autori.


Fonte: J Dig Dis. 2021  

IT-NON-05801-W-11/2023