Rilevazione del melanoma con la tecnica “total body photography”

Rilevare un melanoma ai suoi primi stadi è essenziale per ridurre la mortalità dei soggetti affetti, e questo obiettivo può essere raggiunto grazie alla “Total body photography” (TBP), uno strumento diagnostico non invasivo, utile nella diagnosi di melanoma nei soggetti ad alto rischio.

Per determinare l’accuratezza diagnostica di tale tecnica è stata svolta una revisione sistematica e meta-analisi, pubblicata sul British Journal of Dermatology nell’agosto 2021 da un gruppo di ricercatori inglesi dell’università di Oxford e Birmingham.

Ai fini dell’analisi, sono stati inclusi 10 studi, 7 retrospettivi e 3 prospettici, per un totale di 41.703 pazienti sottoposti alla TBP. Sono state eseguite 6203 biopsie, e nel 5,1% (n=315) è stato diagnosticato il melanoma in situ (MIS) e nel 3,0% (n=187) il melanoma invasivo.
La percentuale media di biopsie positive per melanoma in situ è stata del 15% (95% CI, 0,10–0,21]; la media aggregata del NNB pari a 8,6 (range 2,3–19,6); la media aggregata del naevus: melanoma ratio del 7,6 (range 1,3–18,6); MIS: melanoma ratio era del 1,7 (1,0–3,5).

L’analisi di regressione ha mostrato una correlazione negativa tra NNB e MIS: melanoma ratio.
Le stime attuali suggeriscono che il TBP ha un NNB (number needed to biopsy )accettabile per la diagnosi del melanoma nei pazienti ad alto rischio.

Questa è stata la prima revisione sistematica volta a valutare l’accuratezza diagnostica di questa tecnica, sempre più utilizzata per monitorare la pelle. Tuttavia, i dati sono molto eterogenei, vi è la mancanza di studi controllati che precludono la possibilità di stimare ulteriori vantaggi della TBP. Quindi, sono necessari studi prospettici per valutare l’accuratezza diagnostica del TBP.

Fonte: Br J Dermatol. 2021

IT-NON-06277-W-01/2024