Salute mentale. Arrivano le Linee programmatiche per progettare il “Budget di Salute”

Favorire l’integrazione tra il sistema di cura e il sistema di comunità nel campo della salute mentale, uno degli obiettivi primari del Ssn. È questa la “mission” del modello organizzativo gestionale Budget di Salute (BdS) espressione dell’integrazione socio sanitaria realizzata sui territori, nell’area della salute mentale. Una best practice in grado di: favorire una migliore inclusione sociale delle persone con disturbi mentali, dello spettro autistico, con disabilità, dipendenze patologiche, ecc; contribuire alla realizzazione di percorsi di cura personalizzati per garantire l’esigibilità del diritto alla salute attraverso interventi socio sanitari integrati e flessibili; ed anche di individuare efficienti modelli di rapporto con il Terzo settore.

Un modello ormai sempre più diffuso nelle Regioni, tra le molte spicca quello dell’Emilia Romagna, ma ancora a macchia di leopardo e con molte differenze tecnico professionali, amministrative, di finanziamento, di volume e durata delle sperimentazioni.


Ecco quindi che per dare uniformità sull’intero territorio nazionale arriva sul tavolo della Conferenza Unificata del prossimo 6 luglio l’Intesa sulle “Linee programmatiche: progettare il Budget di Salute con la persona-proposta degli elementi qualificanti”.  


Il documento che recepisce le modifiche proposte dalla Commissione politiche sociali e dall’Anci, mette nero su bianco gli elementi qualificanti che devono coesistere per definire il BdS, e quelli attuativi con le indicazioni dei percorsi e degli strumenti amministrativi necessari per applicarlo.

Tra gli elementi qualificanti il documento indica che la richiesta di attivazione del Budget di Salute, debba avvenire ad opera di un professionista sanitario, sociosanitario o sociale dei servizi che hanno in carico la persona con bisogni complessi. La valutazione della persona deve esplorare l’area clinica quella del funzionamento psicosociale, l’area dei bisogni, delle risorse personali e di comunità e la qualità della vita. Sulla base delle valutazioni condotte viene quindi costruito, su misura e in modo partecipato, il Progetto terapeutico riabilitativo individualizzato (Ptri). Ogni progetto BdS deve essere coordinato da un casemanager, identificato in ambito sanitario o sociale, con funzioni di coordinamento degli interventi elaborati da equipe sociosanitarie. Infine il BdS per diventare operativo richiede un accordo nel quale la persona da il suo consenso.

 Tra gli elementi attuativi figurano: una co-programmazione iniziale, che vede le aziende sanitarie e gli enti locali in prima linea con il coinvolgimento di Enti del terzo settore, per l’individuazione dei bisogni da soddisfare, degli interventi da attuare e delle modalità per la loro realizzazione.  E ancora, l’istituzione da parte della aziende sanitarie di elenchi di soggetti qualificati per la realizzazione di progetti BdS e la definizione degli elementi che devono caratterizzare i Ptri. Si raccomanda infine  il coinvolgimento delle associazioni di utenti e familiari nella fase iniziale di co-programmazione.

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