Salute renale: dialogo difficile tra paziente e medico

Molti pazienti possono non comprendere termini quali “nefropatia terminale”, il che aiuta a comprendere il loro stress o anche i traumi che si verificano nel discutere della salute renale con il medico.

Questa conclusione deriva da un focus group tenuto con 54 pazienti e 13 medici di famiglia. Come affermato da Allison Tong dell’Università di Sydney, a capo del progetto, è noto che i termini usati per descrivere la salute renale sono poco costanti, difficili da comprendere e concettualizzati diversamente da medici e pazienti, ma molto poco è noto sul modo in cui i pazienti definiscono ed interpretano questi termini ed il loro impatto.

Lo studio dimostra che una comunicazione inefficace può provocare e causare profondi traumi, disperazione e frustrazione per i pazienti con nefropatie croniche e le loro famiglie, ed essi possono rimanere silenti, irrisolti e sottoriportati.

Ciò potrebbe compromettere la capacità del paziente di accettare e gestire la propria patologia e di prendere decisioni riguardanti l’assistenza.
I medici hanno bisogno che i pazienti siano coinvolti in modo da gestore la nefropatia. Come affermato da alcuni esperti, senza conoscere il paziente e le sue aspirazioni prima di parlare non è possibile sapere se con le proprie parole instillino ottimismo e sicurezza o se abbiano gettato il paziente nello sconcerto che porta a rassegnazione, mancanza di coinvolgimento assistenziale e mancanza di compliance o fatalismo, con gravi conseguenze per il carico che ricade sul personale assistenziale e sui membri della famiglia. 

Fonte: CIASN online 2020

IT-NON-02537-W-07/2022