Sanità: Anaao sostiene vertenza medici ospedalità privata accreditata

Sindacato denuncia ‘condizione di lavoro non più tollerabile’ 


Anaao Assomed denuncia “una condizione di lavoro non più tollerabile da parte dei colleghi dell’ospedalità privata accreditata, garantendo loro un totale sostegno a fronte della latitanza di Aiop e alla complicità dei datori di lavoro”. Il sindacato dei medici Ssn fa dunque “appello al senso di responsabilità di tutte le parti in causa e chiede un deciso intervento istituzionale per trovare nel più breve tempo possibile una soluzione alla vertenza che si trascina ingiustificatamente da troppo tempo”.

“A distanza di 15 anni dall’ultimo rinnovo contrattuale – ricorda l’Anaao in una nota – i medici delle strutture private accreditate aderenti ad Aiop continuano a vedere inspiegabilmente negato il rinnovo del loro contratto di lavoro. Privi dello stato giuridico di dirigenti, con posizioni funzionali e organizzative che non corrispondono più all’esercizio della professione medica e sanitaria, in condizioni normative di arretratezza e prive di riferimento alla realtà di lavoro attuali, con trattamenti retributivi penalizzanti e oggi totalmente inadeguati ai rischi cui sono stati e sono costretti nell’affrontare la pandemia”.

E ancora, denuncia l’Anaao Assomed: “Aiop e le strutture che vi aderiscono sembrano aver dimenticato di far parte del Servizio sanitario nazionale, di erogare prestazioni in nome e per conto del Ssn, di essere remunerati dal Ssn grazie ai requisiti di un accreditamento istituzionale di struttura, di prestazioni e in particolar modo di personale. Requisiti spesso aggirati o ignorati. L’accreditamento istituzionale, infatti – ricorda il sindacato – garantisce che le prestazioni sanitarie erogate oltre alla qualità, appropriatezza, sicurezza e dotazione quantitativa e qualitativa del personale abbiano anche requisiti minimi organizzativi tra cui viene compresa la gestione delle risorse umane. Gestione che non si riferisce alla semplice direzione del personale, ma a una serie di attività che comprendono reclutamento, selezione, addestramento, formazione, sviluppo, valutazione delle performance, relazioni e retribuzione”.

“E se l’attuale situazione prevede una normativa carente a partire dal rispetto dei diritti, ancora più carenti – denuncia il sindacato – sono le retribuzioni che valgono oltre il 30% in meno in confronto a quelle dei medici delle strutture pubbliche, peraltro già inferiori rispetto ai colleghi degli altri Paesi Ue”.

Fonte: Adnkronos Salute