Sanità: Basilicata, approvata legge per infermieri di famiglia e di comunità

Approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Basilicata la proposta di legge sull’assistenza sanitaria, presentata dai consiglieri della Lega, Gerardina Sileo e Gianuario Aliandro, con cui viene prevista la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità. Lo scopo della legge è il miglioramento della continuità assistenziale a favore degli anziani e dei pazienti fragili o cronici e il contenimento della spesa sanitaria, attraverso la riduzione dell’ospedalizzazione. La legge prevede l’istituzione degli ambulatori territoriali assistenziali h12 (attivi cinque giorni alla settimana) e h24 (sette giorni) che saranno costituiti da un gruppo di professionisti composto da medici e da infermieri di famiglia o comunità che opereranno in forma associata. Le attività da assicurare sono cura domiciliare, dimissioni protette, trattamento dell’utente cronico e dell’utente acuto e gestione del sistema informativo condiviso ospedale-territorio.


In questo nuovo scenario di sanità territoriale, le farmacie svolgeranno servizi di monitoraggio sulle terapie farmacologiche, di front-office (fascicolo sanitario elettronico) e servizi relativi alle prestazioni analitiche di prima istanza (telemedicina; partecipazione alle campagne di screening). L’infermiere di famiglia è un infermiere che si occupa di assistenza in collaborazione con il medico di famiglia e favorisce, attraverso la formazione e l’addestramento, l’autonomia dei pazienti e dei loro familiari durante il percorso della malattia, riducendo la richiesta di prestazioni sanitarie. Il rapporto di lavoro di questa nuova figura s’instaura con il servizio sanitario regionale.


La legge prevede anche la proroga contrattuale dei rapporti di lavoro degli operatori sanitari assunti con contratto a tempo determinato per far fronte allo stato di emergenza sanitaria da Covid-19 fino ad un massimo complessivo di 36 mesi di servizio.


”Uno strumento molto importante per dare risposte ai nostri territori ed evitare l’ospedalizzazione – commenta il presidente della giunta regionale Vito Bardi – si tratta di una direzione che la pandemia ha reso evidente nella sua necessarietà: favorire la medicina territoriale per evitare il più possibile il ricorso all’ospedale. Vista la geografia della Basilicata e le sue antiche difficoltà di collegamento, questa visione si impone maggiormente e l’infermiere di prossimità è sicuramente un aiuto concreto ai nostri cittadini. Questa figura sarà inserita nella strategia del piano sanitario regionale, che insieme ad Agenas, ai sindaci e alle parti sociali, stiamo discutendo proprio in questi mesi. E va anche – conclude – nella direzione immaginata dal Pnrr, che prevede l’attivazione di 1.288 case della comunità entro la metà del 2026, la realizzazione di 381 ospedali di comunità e un investimento deciso in favore della telemedicina”.

Fonte: Adnkronos Salute

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