Sanità: Farmindustria su Recovery, ‘lavorare su riforme per competitività e credito di imposta’

“Occorre lavorare sulle riforme per la competitività dell’Italia, a livello di ricerca clinica e di crediti di imposta. Un esempio da seguire in questo ultimo anno è stata la semplificazione dell’approvazione degli studi clinici che l’Aifa ha fatto con un lavoro eccezionale durante la pandemia, con un unico Comitato etico a livello nazionale”. Lo ha affermato Lorenzo Wittum, componente del Comitato di presidenza di Farmindustria, nell’audizione informale in Commissione Affari sociali della Camera nel corso dell’esame in sede consultiva della proposta di piano nazionale sul Recovery Fund. “Il Recovery Fund deve considerare la farmaceutica una filiera strategica”, puntualizza. 

“Noi da un punto di vista di iniziative concrete abbiamo fatto un lavoro tanto con il Mef che con il ministero della Salute per allinearci agli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza dell’Italia – ha sottolineato Wittum – tanto sulla medicina di prossimità come sulla parte ricerca, innovazione, digitalizzazione, siamo in una direzione molto corretta e in linea con quelle che crediamo siano le priorità della Salute in Italia”. 

“Da parte di Farmindustria c’è la consapevolezza dell’importanza per Pnrr, e c’è un confronto con le istituzioni e con i ministeri della Salute, Mef e Sviluppo Economico – rimarca wittum – Siamo di fronte a una grandissima innovazione nel settore: da 36 nuovi farmaci all’anno arriveremo a più di 54 con cure personalizzare, innovazione, nuove formulazioni e combinazioni di molecole. Dando grande importanza alla cura e alla qualità della vita”. 

“A livello di investimenti, in un quadro favorevole di incentivi e regole certe, ci saranno 4,3 mld aggiuntivi di investimenti tra il 2021-2024. Di questi 4,3mld saranno investiti tanto in ricerca e in innovazione quanto in produzione. Ci sono – conclude – 264 progetti di industrializzazione con l’obiettivo di aumentare il potenziale di occupazione di 8mila addetti, arrivando fino a 25mila addizionali considerando l’indotto”. 

Fonte: Adnkronos Salute

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