Sanità: in arrivo i primi Operatori qualificati nell’assistenza ai malati di Alzheimer

Medici di base, psicologi, infermieri, operatori socio-sanitari, assistenti sociali, educatori professionali, animatori di comunità, terapisti occupazionali, fisioterapisti, tecnici della riabilitazione psichiatrica, caregivers: queste le figure che il 20, 21, 27 e 28 maggio (queste le date della Master class) potranno ottenere la qualifica e l’iscrizione nel Registro dei corsi qualificati Cepas, frequentando presso l’Istituto Serafico di Roma il corso per Omad, operatore per i malati di Alzheimer e di altre forme di demenza.


Il corso, erogato, a partire dal 2007, dall’Associazione nazionale onlus Sos Alzheimer, ha formato operatori appositamente specializzati nell’assistenza al paziente affetto da demenza. Il corso Omad è stato riconosciuto in Progetti di assistenza come l’iniziativa ‘Per non sentirsi soli/Respiro’ ed il ‘Salotto Alzheimer della Capitale che hanno goduto del contributo della Regione Lazio in base alla L.29/93 e con corsi patrocinati dal Consiglio regionale del Lazio. Il Corso Omad di maggio 2021 consta di 40 ore formative che in dieci moduli affrontano tutte le tematiche riguardanti l’anziano fragile: dalla diagnosi ai trattamenti farmacologici e a quelli non farmacologici, di sostegno e riabilitazione cognitiva, dall’assistenza sanitaria a quella sociale, dal supporto psicologico al paziente nelle varie fasi della malattia a quello al caregiver familiare, dalle nozioni etico-legali a quelle attinenti la Sicurezza sul Lavoro degli Operatori. Per informazioni, scrivere a: info@sosalzheimer.it.


Un corso completo, dettagliato, di alta specializzazione che annovera tra i suoi docenti professori universitari di chiara fama, come la professoressa Rosalba Benvenuto, anche referente scientifica dell’Associazione Sos Alzhiemer, insieme al dottor Antonio Martocchia, entrambi dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea; la professoressa Concetta Mina del Policlinico universitario Umberto I, gli psicologi Angela Maria Mennea e Stefano Eleuteri, la professoressa Beatrice Gargano per la Musicoterapia e la professoressa Laura Toffolo, Ambassador della Fondazione Laughter Yoga International, oltre a giuristi ed esperti di sicurezza del lavoro.


L’Associazione Sos Alzheimer, nata su iniziativa di Maria Grazia Giordano che nel 2004 la fondò insieme ad altri familiari di malati affetti da varie forme di demenza, è impegnata a supportare le famiglie con iniziative di sostegno, in collaborazione con enti e strutture pubbliche territoriali e si batte per assicurare ai pazienti ed ai loro familiari dignità, rispetto ed assistenza specializzata per una migliore e dignitosa qualità della vita. Pubblica riviste, manuali e guide dedicate alla malattia e tese a migliorare, attraverso la conoscenza e l’informazione, la qualità della vita delle famiglie colpite dalle patologie legate alla demenza.


È del gennaio 2008 l’inaugurazione del ‘Salotto Alzheimer della Capitale’ presso il Centro del Sacro Cuore di Via Bardanzellu, in collaborazione con la Caritas. Un’iniziativa volta all’accoglienza dei malati e dei loro familiari, in laboratori di danza-movimento e di musicoterapia, con personale appositamente formato dall’Università Roma Tre (Master di arti terapie) ed ancora, laboratori creativi e setting di riabilitazione cognitiva con idonee figure professionali ed i secondi coinvolti in gruppi di auto-aiuto e di sostegno psicologico anche individuale. Nel 2013 si sono inaugurati anche i Salotti Alzheimer di Torraccia all’Act e nella Parrocchia romana di Sant’Edith Stein (zona Casilina).


L’associazione Sos Alzheimer è promotrice della Carta dell’Alzheimer, il Manifesto nazionale per la corretta diagnosi, l’adeguato trattamento farmacologico, l’assistenza e la tutela legale del paziente affetto da qualunque forma di deterioramento cognitivo. Un documento che intende coinvolgere, non solo i rappresentanti della ricerca scientifica e della medicina, ma anche quelli delle Istituzioni e le donne e gli uomini della società civile che non intendono assistere, impotenti, alla fine poco dignitosa dei loro cari congiunti ammalati. “Un’azione quotidiana contro l’indifferenza”.


Fonte: Adnkronos Salute