Scala di rischio di Framingham predice anche declino cognitivo

Un maggior carico di rischio cardiovascolare, misurato mediante la scala di rischio di Framingham, risulta associato a segni neurodegenerativi e potrebbe predire il declino cognitivo nel tempo.


In assenza di trattamenti efficaci per la demenza, è necessario monitorare e controllare il carico di rischio cardiovascolare come metodo per mantenere la salute cognitiva del paziente con l’invecchiamento, come affermato da Weili Xu dell’università medica di Tianjin, autore di uno studio condotto su 1.588 pazienti. Dato il progressivo incremento del numero di casi di demenza nel mondo, questi dati sono rilevanti sia a livello clinico che sanitario pubblico.

L’OMS prevede che nel 2050 la demenza interesserà 82 milioni di persone. Data la mancanza di trattamenti efficaci, l’identificazione di fattori di rischio modificabili per il declino cognitivo e la loro gestione aggressiva rappresenta una strategia sempre più accattivante.

Come affermato da alcuni esperti, il collegamento fra fattori di rischio cardiovascolari e demenza è ben nota, ma essa non emerge a livello clinico quotidiano. Se un cardiologo o un medico di base riscontra una pressione elevata, non è portato a pensare al rischio di demenza a 20 anni di distanza.

Il presente studio però collega una semplice scala di rischio di comune impiego per valutare il rischio cardiovascolare al rischio di demenza, il che consente di farne uso per consigliare i pazienti e auspicabilmente ridurre il rischio sia di patologie cardiovascolari che di disturbi cognitivi.

Anche i neurologi talvolta non riescono ad effettuare la connessione fra rischio vascolare e demenza, anche se i pazienti con ictus spesso manifestano demenza a distanza di 8 mesi.

Un gruppo di esperti ha recentemente editato il cosiddetto Manifesto di Berlino, un documento atto ad incrementare la consapevolezza del collegamento fra salute cerebrale e cardiovascolare.

Nel suo contesto è stato coniato il termine “attacco cerebrale”, ed è stata creato l’Hachinski Ischemic Score, che rimane lo standard per l’identificazione di una componente vascolare dei deficit cognitivi.

Per il prossimo futuro sono necessari studi rigorosi per confermare questi dati e determinare il modo di prevenire al meglio la demenza mediante il trattamento di singoli fattori di rischio cardiovascolari. 

Fonte: J Am Coll Cardiol 2020

IT-NON-02394-W-06/2022