Schizofrenia: continuare, ridurre, cambiare o interrompere gli antipsicotici

Sebbene il trattamento di mantenimento con antipsicotici sia ampiamente raccomandato per prevenire le ricadute nelle psicosi croniche, le linee guida basate sull’evidenza non forniscono indicazioni chiare sulle diverse strategie di trattamento di mantenimento, incluso il proseguimento dell’antipsicotico a dosi standard, la riduzione della dose, il passaggio a un altro antipsicotico o persino l’interruzione del trattamento antipsicotico. 

I ricercatori dell’Università di Verona hanno confrontato l’efficacia di queste strategie di trattamento di mantenimento. Hanno condotto una revisione sistematica e una meta-analisi di studi randomizzati controllati che hanno valutato gli antipsicotici per la prevenzione delle ricadute negli adulti con disturbi dello spettro schizofrenico che erano clinicamente stabili e che hanno confrontato quattro strategie di trattamento: continuare l’attuale antipsicotico alle dosi standard raccomandate per il trattamento acuto, ridurre l’attuale dose di antipsicotico, passare a un antipsicotico diverso e interrompere l’antipsicotico e sostituirlo con il placebo.

Hanno analizzato 98 studi, per un totale di 13.988 individui. La percentuale media di partecipanti di sesso femminile per studio era del 38% e l’età media complessiva era di 38,8 anni (intervallo 23·2–63·9; mediana 39·3, IQR 35·0–43·9). Dei 98 studi randomizzati analizzati, l’89,8% è stato effettuato in paesi ad alto e medio reddito. Il gruppo etnico  caucasico era il più rappresentato (in media il 56% dei partecipanti per studio).

Tutte le strategie di continuazione sono risultate significativamente più efficaci nel prevenire le ricadute rispetto all’interruzione del trattamento antipsicotico, con un’ampia riduzione del rischio per la prosecuzione delle dosi standard e per il passaggio ad un altro antipsicotico e moderata riduzione del rischio per la riduzione della dose. La continuazione e il cambio di antipsicotici non differivano in modo significativo.

I risultati sono stati supportati da una moderata confidenza dell’evidenza e confermati da analisi secondarie e da diverse analisi di sensibilità e di sottogruppi, inclusa la rimozione degli studi con interruzione improvvisa dell’antipsicotico o riduzione rapida (≤4 settimane). Non sono emerse differenze di tollerabilità tra le strategie di trattamento.

I ricercatori concludono quindi che continuare il trattamento antipsicotico a dosi standard o passare a un antipsicotico diverso sono strategie terapeutiche altrettanto efficaci, mentre la riduzione delle dosi di antipsicotici al di sotto delle dosi standard è associata a un rischio maggiore di ricaduta rispetto alle altre due strategie di trattamento di mantenimento e dovrebbe essere quindi limitata a casi selezionati.

Fonte: Continuing, reducing, switching, or stopping antipsychotics in individuals with schizophrenia-spectrum disorders who are clinically stable: a systematic review and network meta-analysis

https://doi.org/10.1016/S2215-0366(22)00158-4

https://www.thelancet.com/journals/lanpsy/article/PIIS2215-0366(22)00158-4/fulltext

IT-NON-07346-W-07/2024