Scoperta la regione cerebrale responsabile dell’ “auto-pregiudizio”

Le persone hanno una forte tendenza a prestare attenzione a stimoli legati a se stesse, che riguardano il proprio nome, ad esempio. Un gruppo di ricercatori della Southwest University di Chongqing (in Cina) ha identificato la regione cerebrale coinvolta nell’elaborazione delle informazioni su se stessi.

Lo studio è stato pubblicato dalla rivista Journal of Neuroscience.
Quello che viene definito “auto-pregiudizio”, scrivono gli autori, “si estende alla prioritizzazione automatica di stimoli arbitrariamente auto-associati conservati nella memoria di lavoro”. In altre parole, le persone sono più brave a ricordare cose associate a loro stesse. La memoria di lavoro consiste nella capacità di immagazzinare temporaneamente le informazioni, gestirle e manipolarle. È quindi fondamentale nel processo decisionale.

Per individuare la fonte di questo pregiudizio, i ricercatori hanno usato tecniche di neuroimaging e neurostimolazione non invasiva su dei volontari che cercavano di ricordare la posizione di diversi punti colorati: un colore rappresentava loro stessi mentre gli altri rappresentavano gli amici o degli sconosciuti. I partecipanti ricordavano meglio (rispondevano più velocemente) la posizione del colore che rappresentava loro stessi, anche se l’associazione era arbitraria. Quando ricordavano il punto che li rappresentava, nel cervello dei soggetti si attivava la corteccia prefrontale ventromediale, “che modula l’attività nelle regioni del cervello frontoparietale per produrre rappresentazioni prioritarie di stimoli auto-associati nella corteccia sensoriale”.

Quando i ricercatori hanno interferito con l’attività di questa regione del cervello con la stimolazione transcranica a corrente continua, l’auto-pregiudizio è scomparso.

“Questo lavoro rivela quindi”, concludono gli autori, “un circuito cerebrale alla base della distorsione socialmente motivata dell’elaborazione cognitiva di alto livello”.


Fonte: Journal of Neuroscience