Scoperto come il microbioma intestinale comunica con il sistema immunitario

Un team internazionale di scienziati ha identificato una nuova connessione tra alcune molecole prodotte dal microbioma e la funzione di una proteina che influenza l’infiammazione intestinale.


Questa scoperta avvicina gli esperti a capire come un buon equilibrio di microbi intestinali sia legato al sistema immunitario e alla salute intestinale. Si apre anche la possibilità di trovare nuovi trattamenti per gestire le malattie infiammatorie debilitanti dell’intestino, come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn.


Le due classi di molecole identificate dagli autori dello studio sono acidi grassi a catena corta e acidi biliari secondari. I ricercatori non hanno stabilito esattamente come queste molecole influenzino la produzione di P-gp, la proteina intestinale P-glicoprotein. Ora hanno intenzione di esaminare il ruolo che queste molecole giocano nella regolazione dei geni e delle proteine.


La P-glicoproteina (P-gp) permette quindi all’intestino di comunicare con il sistema immunitario attraverso la parete intestinale. Negli ultimi 10 anni, gli scienziati sono stati consapevoli che attraverso la sua azione di pompaggio di sostanze estranee, comprese le tossine, P-gp svolge un ruolo importante nel proteggere la superficie dell’intestino. Alti livelli della proteina sono correlati a un intestino sano. Nelle malattie infiammatorie, come la malattia infiammatoria intestinale, l’espressione della P-gp sembra essere ridotta.


Tuttavia, nonostante la comprensione del ruolo di P-gp, fino ad ora i meccanismi che controllano la sua espressione e la sua regolazione sono rimasti sconosciuti. I risultati del nuovo studio, combinati con un lavoro precedente del team, spiegano come il microbioma può influenzare l’espressione di P-gp. Questo dà una visione importante di un aspetto chiave del microbioma e di come regola la salute e la malattia nell’intestino.


Le scoperte del team forniscono nuove opportunità per la gestione delle malattie infiammatorie intestinali. Potenziali trattamenti futuri potrebbero includere la consegna di specifici batteri o prodotti batterici all’intestino di una persona, o cambiamenti nella dieta che sosterrebbero un microbioma per promuovere l’espressione di P-gp nell’intestino, proteggendo così contro l’infiammazione indesiderata.


Fonte: Microbiome

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