Scoperto interruttore che permette alla pelle di rigenerarsi

Un fattore genetico recentemente identificato permette alla pelle adulta di ripararsi come la pelle di un neonato. La scoperta ha implicazioni importanti per un migliore trattamento delle ferite cutanee e per la prevenzione di alcuni processi di invecchiamento della pelle.

Nello studio, i ricercatori hanno identificato un fattore che agisce come un interruttore molecolare nella pelle dei topi neonati che controlla la formazione dei follicoli piliferi durante la prima settimana di vita.
L’interruttore è per lo più spento dopo la formazione della pelle e rimane spento nel tessuto adulto. Quando gli scienziati lo hanno attivato in cellule specializzate nei topi adulti, la loro pelle è stata in grado di guarire le ferite senza cicatrici. La pelle riformata comprendeva anche il pelo ed era soggetta alla pelle d’oca, un’abilità che si perde nelle cicatrici umane adulte.
I mammiferi non sono noti per le loro capacità rigenerative rispetto ad altri organismi. Le salamandre, per esempio, possono far ricrescere interi arti e rigenerare la loro pelle. Ora questo studio suggerisce che il segreto della rigenerazione umana potrebbe essere trovato studiando il nostro sviluppo precoce.

I ricercatori hanno usato la tecnica del sequenziamento dell’Rna a cellula singola per confrontare i geni e le cellule nella pelle in via di sviluppo e in quella adulta. Nello sviluppare la pelle, hanno trovato un fattore di trascrizione, cioè alcune proteine che si legano al Dna e possono influenzare se i geni sono accesi o spenti.

Il fattore identificato dai ricercatori, chiamato Lef1, è stato associato ai fibroblasti papillari, cellule in via di sviluppo nel derma papillare, uno strato di pelle appena sotto la superficie che dà alla pelle la sua tensione e l’aspetto giovanile.

Quando i ricercatori hanno attivato il fattore Lef1 in compartimenti specializzati della pelle di topo adulto, questo ha migliorato la capacità della pelle di rigenerare le ferite con cicatrici ridotte, anche facendo crescere nuovi follicoli piliferi.

Gli autori del lavoro hanno ammesso che c’è ancora molto lavoro da fare prima che questa scoperta sui topi possa essere applicata alla pelle umana, ma questo è un progresso fondamentale.

Fonte: eLife

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