Smart working: può essere legato a lombalgia se l’ambiente non è adeguato

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Occupational Health, i datori di lavoro dovrebbero fornire maggiore supporto ai propri dipendenti nella promozione di un buon ambiente di lavoro in smart working per prevenire la lombalgia.

“Abbiamo voluto esaminare la relazione tra la frequenza del lavoro da casa e la lombalgia, considerando la qualità dell’ambiente di lavoro” spiega Ryutaro Matsugaki, della School of Medicine, University of Occupational and Environmental Health, in Giappone, primo nome dello studio.

I ricercatori hanno utilizzato i dati di un sondaggio effettuato su internet che ha coinvolto 33.302 intervistati, tra i quali hanno selezionato 12.774 individui per l’analisi. Gli esperti hanno utilizzato una scala di valutazione numerica da 0 a 10 per valutare il dolore lombare, mentre l’ambiente di lavoro è stato valutato utilizzando cinque domande soggettive.

Ebbene, la prevalenza di lombalgia è stata del 21,0%. Tra coloro che avevano segnalato un ambiente di lavoro di scarsa qualità, l’odds ratio per il dolore lombare per chi lavorava da casa meno di un giorno a settimana è stato pari a 1,25, per chi lavorava da casa due o tre giorni alla settimana a 1,58, e per chi era in smart working quattro o più giorni alla settimana a 1,82. Al contrario, tra coloro che avevano riportato un buon ambiente di lavoro, l’odds ratio non è aumentato al crescere della frequenza del lavoro da casa.

“Il rapporto tra lombalgia e frequenza di lavoro da casa varia con la qualità dell’ambiente di lavoro; più specificamente, il dolore è stato associato alla frequenza del telelavoro in un ambiente non adeguato” concludono gli esperti.

Fonte: J Occup Health. 2022 Jan;64(1):e12329. doi: 10.1002/1348-9585.12329.

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