Social media e disinformazione dannosa sul cancro

Un nuovo studio pubblicato dal Journal of National Cancer Institute riporta che un terzo degli articoli più popolari sui trattamenti contro il cancro divulgati sui social media contengono false informazioni. La maggior parte di queste false informazioni possono essere dannose per i malati, sostenendo l’efficacia di approcci che potrebbero avere un impatto negativo sulla qualità del loro trattamento e sulle possibilità di sopravvivenza. Lo studio suggerisce anche che gli articoli contenenti informazioni errate attirano più attenzione rispetto agli articoli con informazioni basate sull’evidenza.



Skyler Johnson, dello Huntsman Cancer Institute (HCI) e assistente professore di oncologia delle radiazioni presso l’Università dello Utah (U of U), ha guidato lo studio. Nel 2017 e nel 2018 ha condotto due studi (uno pubblicato dal Journal of National Cancer Institute, il secondo dalla rivista JAMA Oncology) che suggeriscono un rischio maggiore di morte tra i pazienti oncologici che ricorrono a medicina complementare e alternativa piuttosto che ai trattamenti convenzionali basati sull’evidenza.



Ha quindi deciso di valutare il ruolo dei social media nella diffusione di informazioni imprecise sul cancro. I ricercatori hanno analizzato i contenuti di 200 tra gli articoli più popolari diffusi sui social media. Si sono concentrati su articoli relativi ai tumori al seno, alla prostata, ai polmoni e al colon-retto.



Di 200 articoli analizzati, il 33% conteneva informazioni inesatte. Di questi, il 77% conteneva informazioni che potrebbero influenzare negativamente gli esiti dei pazienti.



“I pazienti hanno a che fare con una nuova malattia vogliono riprendere il controllo della propria salute e fare tutto il possibile per mantenere la speranza”, commenta Johndon. La ricerca di informazioni è comprensibile, proprio per questo i medici devono comunicare con i pazienti il più possibile e anche spiegare loro che su internet possono trovare molta disinformazione sul cancro.



“Come comunità medica, non possiamo ignorare il problema della disinformazione sul cancro sui social media o chiedere ai nostri pazienti di ignorarlo. Dobbiamo entrare in empatia con i nostri pazienti e aiutarli quando incontrano questo tipo di informazioni”.



Fonte: Journal of the National Cancer Institute

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