Studio sulla ricerca neuroscientifica in Africa

Un team di neuroscienziati chiede un maggiore sostegno alla ricerca sulle neuroscienze in Africa a seguito di un’analisi a lungo termine delle le pubblicazioni di neuroscienze affiliate alle istituzioni africane tra il 1996 e il 2017. I risultati forniscono informazioni sui finanziamenti e sulle collaborazioni internazionali e permettono un confronto dell’attività nel continente con quella di Stati Uniti, Regno Unito ed Europa.


L’Africa ha la più grande diversità genetica umana del mondo e questo comporta importanti implicazioni per la comprensione delle malattie umane, compresi i disturbi neurologici. Tom Baden, professore di neuroscienze presso la School of Life Sciences, commenta: “una cosa bella della scienza è che non esiste un problema veramente locale. Ma ciò significa anche che non dovrebbe esistere una soluzione locale: la ricerca e la comunicazione scientifica per loro stessa natura devono essere uno sforzo globale. “Eppure, attualmente la stragrande maggioranza della ricerca nella maggior parte delle discipline è svolta da un numero relativamente piccolo di paesi, situati principalmente nel nord del mondo. Questo è un enorme spreco di potenziale umano”.


Il team, composto da esperti dell’Università del Sussex, del Francis Crick Institute e di istituzioni di tutta l’Africa, ha analizzato 12.326 pubblicazioni indicizzate su PubMed. L’autore principale, Mahmoud Bukar Maina, ricercatore presso la School of Life Sciences osserva: “i primi progressi nelle neuroscienze sono iniziati in Egitto, però in Africa la ricerca in questo settore non ha tenuto il passo con gli sviluppi del resto del mondo”.


“Uno dei motivi per cui questo lavoro è così importante è che il primo passo per risolvere qualsiasi problema è comprenderlo. Qui analizziamo le caratteristiche e l’evoluzione delle pubblicazioni sulle neuroscienze in tutti i 54 paesi africani e le inseriamo in un contesto globale, evidenziando punti di forza e di debolezza e riflettendo su quali aspetti saranno fondamentali in futuro per supportare la crescita e l’integrazione globale della ricerca neuroscientifica nel continente”, aggiunge Lucia Prieto-Godino, Group Leader presso il Francis Crick Institute. 


Lo studio, pubblicato su Nature Communications, descrive i paesi africani con i più alti risultati di ricerca e rivela che la maggior parte dei finanziamenti alla ricerca proviene da fonti esterne come Stati Uniti e Regno Unito. I ricercatori sostengono che il finanziamento locale è vitale per stabilire un ambiente di ricerca sulle neuroscienze africano sostenibile, suggerendo un maggiore sostegno del governo e il sostegno del settore filantropico. Baden conclude: “l’assenza di finanziamenti nazionali toglie la stabilità di cui i ricercatori africani avrebbero bisogno per intraprendere in modo significativo progetti di ricerca su larga scala e a lungo termine”.


Fonte: Nature Communications