Suicidio: i fattori di rischio nei pazienti con disturbo borderline di personalità

Sentimenti di vuoto cronico e autolesionismo sembrano essere due fattori di rischio chiave per i tentativi di suicidio in pazienti con disturbo borderline di personalità. Lo suggerisce una ricerca condotta dallo psichiatra Carlos M. Grilo e dalla psicologa Tomoko Udo e pubblicata dalla rivista JAMA Network Open.


Per determinare il rischio di tentativi di suicidio in base ai criteri diagnostici del disturbo borderline, i ricercatori hanno esaminato i dati relativi a 36.309 individui che hanno partecipato alla National Epidemiological Survey on Alcohol and Related Conditions-III (NESARC-III), un’indagine epidemiologica psichiatrica condotta su adulti statunitensi di età pari o superiore a 18 anni  da aprile 2012 a giugno 2013. Dei 36.309 intervistati, 20.442 (il 56,3%) erano donne e il 52,9% erano bianchi non ispanici; l’età media era di 45,6 anni.


Durante le interviste, ai partecipanti è stato chiesto se avessero mai tentato il suicidio. Per coloro che lo avevano fatto, gli intervistatori hanno registrato il numero totale di tentativi di suicidio. I partecipanti hanno anche risposto a domande sul maltrattamento infantile, tra cui abbandono fisico, abbandono emotivo, abuso fisico, abuso emotivo e abuso sessuale e altri eventi avversi che si verificano prima dei 18 anni.


La prevalenza di tentativi di suicidio nel corso della vita e dell’anno passato tra i partecipanti con una diagnosi di disturbo borderline era del 22,7% e del 2,1%  rispettivamente. Tra le persone che, sulla base del questionario presentavano 5 criteri di disturbo borderline necessari per soddisfare la disfunzione socio-lavorativa, la prevalenza di tentativi di suicidio nel corso della vita e dell’anno precedente era del 30,4%  e del 3,2% rispettivamente. Nelle persone senza diagnosi di disturbo borderline i tassi erano del 3,8% e dello 0,2%.


Nelle analisi aggiustate per le variabili sociodemografiche, i disturbi psichiatrici, l’età all’esordio del disturbo, la diagnosi di disturbo borderline e i criteri di disturbo specifici dei comportamenti autolesionistici e dei sentimenti di vuoto erano significativamente associati con un aumento delle probabilità di tentare il suicidio nel corso della vita.


Gli autori concludono osservando che “sebbene la diagnosi di disturbo borderline di personalità sia complessa ed eterogenea, i risultati di questo studio suggeriscono che i criteri per l’identificazione di comportamenti autolesionisti e dei sentimenti di vuoto cronico dovrebbero essere presi in considerazione nel momento in cui si valuta rischio di suicidio”.


Fonte: JAMA Network Open