Sviluppo cognitivo durante l’infanzia e riduzione della demenza senile

Gli indicatori dell’arricchimento cognitivo nella prima infanzia (Indicators of early-life cognitive enrichment: ELCE) come lo stato socioeconomico e le prestazioni scolastiche, sono associati ad una riduzione del rischio di demenza correlata alla malattia di Alzheimer. 

Questa osservazione è stata confermata da un ampio studio di coorte condotto dai ricercatori del Rush Alzheimer’s Disease Center nell’ambito del Rush Memory and Aging Project e pubblicato dalla rivista JAMA Neurology.

Al progetto si sono iscritti 2.044 partecipanti dal 1 ° gennaio 1997, fino al 30 giugno 2019: di questi 1.018 sono deceduti.

I ricercatori hanno analizzato i dati post mortem di 813 soggetti, dal 12 aprile 2019 al 20 febbraio 2020. Si sono concentrati in particolare su quattro indicatori: lo stato socioeconomico durante la prima infanzia, la disponibilità di risorse cognitive a 12 anni, la frequenza di partecipazione ad attività di stimolo cognitivo e l’apprendimento di una lingua straniera nella prima infanzia. Queste informazioni erano state fornite dai partecipanti all’inizio dello studio

Hanno poi valutato la presenza e lo stato della malattia di Alzheimer attraverso il conteggio di placche senili e ammassi neurofibrillari. L’età media dei partecipanti al momento della morte era di 90 anni, il 69% era composto da donne. I ricercatori hanno osservato che l’arricchimento cognitivo durante l’infanzia era associato a un declino cognitivo inferiore e ad un minor numero di cambiamenti patologici correlati alla malattia.

Questi risultati sono significativi perché “mostrano che l’associazione tra neurosviluppo precoce e neurodegenerazione tardiva inizia dalla prima decade di vita”, quindi “postulano la possibile suscettibilità al cervello per l’accumulo di cambiamenti patologici AD anche durante la prima infanzia”, scrivono gli autori. E concludono sottolineando l’importanza dei programmi rivolti a giovani socialmente svantaggiati che potrebbero non solo migliorare le prestazioni scolastiche della prima infanzia ma anche le capacità cognitive in tarda età.

Sono comunque necessari studi futuri per scoprire i meccanismi molecolari alla base dell’associazione degli indicatori di arricchimento cognitivo durante l’infanzia con il declino cognitivo della vita avanzata.

Fonte: JAMA Neurology

IT-NON-02641-W-07/2022